INTERVISTE

  a cura di
  Filippo Zolezzi
 

Chiara Orelli

Responsabile della redazione italiana
del Dizionario Storico della Svizzera

Chiara Orelli

"Il lavoro al DSS è un po' come quello che c'è nella sala macchine di una grande nave: nel mare delle informazioni, dei dati, noi cerchiamo di fornire al lettore rotte da percorrere, concetti chiave,
parole-faro"

 

Chiara Orelli dal 1999 è responsabile della redazione italiana del Dizionario storico della Svizzera. In occasione dell'uscita del primo volume le abbiamo posto alcune domande in merito ai contenuti di quest'opera e al suo significato storico-culturale.

Ci vuole spiegare quali sono i motivi che fanno della pubblicazione del DSS una delle operazioni culturali più importanti mai organizzate in Svizzera negli ultimi decenni?
Segnalo solo due motivi che mi paiono centrali.
Il primo: il DSS è un panorama completo e di ampio respiro sulla storia svizzera e sulle più recenti acquisizioni della storiografia svizzera. In questo senso, non si limita ad aggiornare i dati offerti, circa settant'anni fa, dal Dizionario Storico e Biografico della Svizzera (uscito in tedesco e francese) con i fatti, gli avvenimenti, le personalità degli ultimi decenni, ma propone anche un approfondimento dell'insieme della storia del nostro paese secondo chiavi di lettura nuove e differenziate.
In secondo luogo, è un'opera che appare nelle tre lingue nazionali ufficiali: e questa è una novità senza precedenti, che traduce concretamente uno dei postulati centrali del modello confederale, e cioè la reciproca conoscenza tra le diverse parti della Svizzera.

A chi è indirizzato?
Il DSS è un'opera che vuole indirizzarsi a un pubblico più vasto possibile. Vuole cioè coniugare il rigore scientifico con la possibilità di accesso al materiale proposto anche da parte di un pubblico non specializzato. Il DSS, scritto da storici ed esperti, si rivolge dunque agli storici e agli studiosi ma anche ai numerosi cultori della nostra storia e a tutti coloro che hanno interesse o curiosità per aspetti puntuali e specifici del nostro comune passato o della nostra realtà attuale. L'organizzazione delle informazioni e lo stesso stile adottato dal DSS sono dunque volutamente semplici, comprensibili a tutti; pure la scelta delle numerose illustrazioni che corredano i volumi è stata fatta tenendo conto anche di questa volontà divulgativa.

Quali sono le voci più significative del primo volume?
Il primo volume dell'edizione italiana, che esce contemporaneamente alle edizioni francese e tedesca, comprende i lemmi che vanno dalla lettera "a" al gruppo "bas". Il lettore potrà dunque per esempio trovare i lunghi e articolati testi dedicati ai cantoni di Argovia, Appenzello Interno, Appenzello Esterno; o leggere una delle più lunghe voci del DSS, la voce "Alpi"; oppure le voci dedicate all'"Agricoltura", alle diverse "Assicurazioni", "Associazioni" e "Accademie", o alle "Banche". Ma potrà scorrere anche la voce dedicata alla famiglia "Baciocchi", per andare agli articoli dedicati al Ticino, al comune di Ascona, o a singole figure che in vario modo hanno avuto un ruolo particolare nella nostra storia (dal letterato Valerio Abbondio a diversi esponenti della famiglia Balli, ognuno con una propria voce biografica) e così via.

In questi ultimi anni - pensiamo solo a quello che è successo nel 200l - la Svizzera ha subito grandi mutamenti. In che modo un 'opera enciclopedica come il DSS tiene conto di queste situazioni?
II DSS cerca, per quanto possibile, di accogliere i dati offerti dall'attualità e dall'evoluzione storica dei fenomeni. Le attualizzazioni vengono in genere circoscritte agli aspetti che si ritiene abbiano conseguenze e riflessi duraturi nel futuro, oppure a eventi unici ma decisivi nel determinare svolte, cambiamenti, cesure: per le persone, un evento di particolare importanza, personale o professionale, per i luoghi, ad esempio (ed è un esempio che riguarda da vicino il Ticino), le fusioni tra comuni, per gli avvenimenti, le votazioni sugli accordi bilaterali; oppure, ed è il caso forse più "celebre", le nuove conoscenze sul ruolo della Svizzera nella seconda guerra mondiale portate da studi recenti (rapporti della Commissione Bergier).

La pubblicazione del DSS costituisce davvero un 'occasione di confronto e di scambio tra le diverse culture svizzere: le tre edizioni sono frutto infatti di uno sforzo unitario, che accomuna ricercatori di tutta la Svizzera. Ma soprattutto c'è il lavoro redazionale che presuppone un continuo scambio di dati e informazioni e - immaginiamo - un continuo confrontarsi di idee...
Il DSS ha una redazione centrale a Berna, in cui lavorano i redattori che si occupano delle edizioni tedesca e francese, e ha una redazione nel Ticino, a Bellinzona, dove viene preparata l'edizione italiana. Il continuo flusso di informazioni fra le tre redazioni - gli articoli, scritti nella lingua dell'autore, devono essere tradotti nelle altre due lingue - comporta necessariamente uno scambio, il confronto, la messa a punto di concetti, terminologie e strumenti spesso nuovi.
Il lavoro al DSS è un po' come quello che c'è nella sala macchine di una grande nave: nel mare delle informazioni, dei dati, noi cerchiamo di fornire al lettore rotte da percorrere, concetti chiave (parole-"faro").
In questo procedere, è chiaro che noi stessi beneficiamo di un accrescimento continuo di conoscenze. Da questo punto di vista, è senz'altro un lavoro molto stimolante.

L'opera è stata avviata nel 1988: quasi quindici anni di gestazione, quindi, per vedere finalmente apparire il primo volume. Quali sono le sue impressioni personali?
Vorrei subito precisare che non abbiamo "solo" il primo volume... il secondo volume (da "Basilea" a "Camere di commercio") è redazionalmente chiuso ed è avviata la fase di preparazione per la stampa; il terzo volume sarà chiuso dalla nostra redazione alla fine di quest'anno; e anche per i seguenti, siamo al lavoro!
Quanto ai tempi lunghi, molto brevemente: dopo alcuni anni di incertezze e difficoltà, mi pare che la redazione italiana abbia trovato un buon ritmo e una buona qualità di lavoro: e questo grazie soprattutto all'impegno dei miei collaboratori Anita Guglielmetti, Davide Dosi, Martin Kuder, e fino a qualche mese fa Michela Trisconi.
Ci sono dunque tutte le premesse per un lavoro proficuo e di qualità: mi auguro, e credo, che il primo volume del DSS ne sia la prima, concreta riprova.

© Filippo Zolezzi