| Salvate le Alpi
Reinhold Messner
Bollati
Boringhieri Editore
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| La copertina |
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Avere tra le mani un
libro di Reinhold Messner non é mai
una cosa banale: che piaccia o non piaccia, questo autore
riesce sempre a coinvolgere il lettore e lo obbliga a prendere
una posizione su quanto egli scrive...
Salvate le Alpi é
un accorato appello per la salvaguardia dell'ambiente alpino,
cinto d'assedio da tanti problemi dell'era contemporanea
Mancanza di rispetto
per l'ambiente e soprattutto per chi ci vive, impianti a fune
di risalita, elicotteri, turismo lussuoso, pareti perforate
e messe in sicurezza... sono alcuni dei punti oggetto della
denuncia dell'autore.
Messner propone un turismo
"mite", che rispetta l'ambiente oggetto della sua visita e
gli abitanti che vi ci vivono stanzialmente, una ricetta fatta
di rinunce ai lussi, ai rifugi grand-hotel, alle gite facili
ad ogni costo, alle spedizioni commerciali in Himalaya.
La sua analisi é
seria e rigorosa: essa tende a spiegare che , senza consistenti
cambiamenti di modo di vivere, l'ambiente montano si eutrofizzerá
cadendo in una paralisi progressiva, una vera tabe tale da
portare l'ambiente stesso a un punto di non ritorno...
Per Messner le montagne
si stanno rapidamente trasformando in enormi parchi-giochi
di quell'umantiá che si sente realizzata solo quando
"conquista" qualche vetta importante.
Ispezionando per
primo un percorso, non acquisto il diritto di stablire quale
dovrá, essere il suo futuro, ma in ogni caso, preferirei
che rimanesse nelle condizioni in cui l'ho trovato e, se possibile,
non vorrei che fosse preso d'assalto dalla folla (cap. 5,
Una seconda natura non esiste).
L'analisi di Messner
sui problemi dell'ambiente montano é sicuramente molto
valida, ma in certi punti e in certe sue proposte sembrano
esserci contraddizioni: da una parte egli auspica lo sviluppo
delle attivitá turistiche, per poi limitarle in ogni
maniera, oppure propone uno stile di vita in montagna di tipo
rigidamente monastico, una vera utopia di questi tempi, oppure
rifiuta certe tecnologie che possono essere di valido aiuto.
Non ci trova assolutamente d'accordo con lui la critica ai
telefonini: se ñ vero che possono essere fastidiosi e antiambientali,
é anche vero che possono salvare vite umane e non esiste
trillo fastidioso dinnanzi a una vita salvata, se lui non
ne vuole fare uso ne ha piena libertá ma pretendere
che tutti debbano rischiare in tal modo é inaccettabile.
Altro punto dolente é quello del numero troppo elevato
di spedizioni in Himalaya: il problema esiste ed è
reale, ma l'autore sa benissimo che proprio lui ha dato una
spinta decisiva a tale tipo di alpinismo, con le sue sensazionali
imprese e conquiste... Forse non ricorda come nei periodi
d'oro delle sue imprese sulle riviste di montagna su 20 pubblicitá
circa 10 lo vedevano immortalato col suo bel sorriso simpatico...
Aldilá di queste
possibili critiche, Messner resta uno dei piú grandi
alpinisti di tutti i tempi e il suo impegno per l'ambiente
appare importante e necessario e questo libro riesce a illustrare
benissimo il Messner-pensiero e merita di essere letto con
attenzione, diremmo anche piú di una volta...
© Filippo
Zolezzi |