| Vertical
100 anni di arrampicata su roccia
Reinhold Messner
Zanichelli
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| La copertina |
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Reinhold Messner
é di sicuro il piú famoso alpinista vivente
italiano e uno dei maggiormente ricordati nel mondo intero,
a lui va l'indimenticabile primato di primo esser umano che
ha avut la capacità di scalare tutti e 14 gli ottomila
del mondo.E' stato un rocciatore di grande valore, ma la roccia
non é certamente ció per cui lui venga ricordato.
Per questi motivi la pubblicazione
di questo Vertical, una storia dell'arrampicata
su roccia, suscita non poca sorpresa tra gli addetti ai lavori,
ma esaurito questa momentanea emozione, il libro appare nel
suo reale valore: un grande atto di riconoscenza e di ammirazione
verso chi ha fatto la storia dell'alpinismo, nella piú
famosa e classica delle specialitá di montagna: l'arrampicata.
Nel periodo dei 100
anni del sottotitolo l'arrampicata si é andata modificandosi
radicalmente, passando dal pionierismo dei primi timidi tentativi
alla professionalitá delle gare e dei climbers professionisti.
Il libro inizia con Albert
Mummery, considerato il fondatore dell'arrampicata moderna,
conquistatore del Grépon nel 1880, nel massiccio del
Bianco, descrive il famoso e proverbiale passaggio nella fessura
che prende nome proprio da lui...
"Per quanto mi riguarda, essendo
uno che non persegue in montagna altri scopi se non quelli
del piacere fine a se stesso, posso sicuramente raccomandare
la grande cresta del Grépon, poiché da nessun'altra
parte lo scalatore troverá torrioni piú arditi,
fessure piú selvagge, precipizi piú spaventosi.
D a nessun'altra parte troverá panorami piú
belli di laghi e montagne, di vallate immerse nella nebbia
e ghiacciai tagliati da fenditure..." Albert.F. Mummery
In questi 100 anni si parte da Mummery
e Zsigmondy, per passare attraverso dapprima Guido Rey, successivamente
Emil Solleder, Emilio Comici, poi nel dopoguerra Guido Magnone,
infine i contemporanei Jean-Marc Boivin, Reinhard Karl e oggi
Alexandre Huber, Peter Croft e moltissimi altri.
"Ho detto che Preuss
e Dülfer erano artisti e lasciatemi aggiungere "artisti
grandi". qualcuno obbietterá, dicendo che per salire
sulla roccia non occorre l'arte ma soltanto il fegato. No!
Bisogna ideare la via piú logica ed elegante per attingere
una vetta, disdegnando il versante piú comodo e piú
facile e percorrere questa via in uno sforzo cosciente di
tutti i nervi, di tutti i tendini disperatamente tesi per
vincere l'attrazione del vuoto e il risucchio della vertigine,
é una vera e qualche volta stupenda opera d'arte: vale
adire il prodotto dello spirito e dell'estetica." Emilio Comici
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H.Eisendle sul Pesce della Marmolada
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Vertical, dopo aver
passato in rassegna i personaggi storici come Mummery, Purtscheller,
Zigsmondy, Innerkofler, Winkler, Piaz, Rey, Preuß; poi
gli anni eroici delle grandi conquiste con Dibona, Dülfer,
Wilzenbach, Solleder, Vinatzer, Tissi, Comici, Gervasutti,
Cassin, Castiglioni, Rebuffat, , Bonatti, Terray, Lachenal;
arriva infine alla rivoluzione dell'arrampicata libera con
Messner, Karl, Boivin, Berhault, Mariacher, Gullich, ma sono
molti di piú quelli che il libro ricorda e che non
possiamo elencare.
"L'arrampicata come
avventura ormai é praticata soltanto da una ristretta
minoranza e soffre soprattutto della mancanza di orientamento
e coscienza storica della gran parte dei protagonisti. Viaggi
pubblicitari nel regno del verticale con immagini rubate di
terza mano simulano avventure che resistono in quanto tali
al massimo tra gli stand fieristici o sulle pagine delle riviste.."
Hanspeter Eisendle
© Filippo
Zolezzi
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