| Per Rifugi
Diario
fotografico
Mauro Paillex
Editions
L'Eubage, Aosta
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| La copertina |
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La parola rifugio
evoca in ogni alpinista o escursionista emozioni difficilmente
descrivibili: un ambiente che ti accoglie dopo una giornata
di faticoso cammino, una meta simile ad un'oasi dove trovare
riparo, calore e ristoro, un miraggio che spesso appare e
scompare tra i corrugamenti della montagna.
I veri appassionati dividono
i rifugi in due categorie: i rifugi polenta, quelli
facilmente raggiungibili a piedi, o con gli impianti di risalita
o peggio in macchina, dove arrivano le comitive diurne, sempre
schiamazzanti e piene di grida, visitati solitamente per pranzo,
e poi i veri rifugi, quelli che si animano verso
il tardo pomeriggio, dove arrivano gli alpinisti al termine
delle loro ascensioni, o quelli che si preparano per il mattino
dopo.
Questi rifugi vivono
dal tramonto all'alba e sono invece semivuoti nelle ore diurne;
qui si pu™ incontrare chiunque: dal modesto escursionista
che fa un'alta via al grande alpinista che in incognito si
allena a qualche spedizione extraeuropea, in un clima di straordinario
cameratismo.
La cena è il momento
migliore, l'attimo in cui ci si abbandona alle confidenze,
nel quale ci si scambiano le impressioni o si racconta qualche
episodio della propria vita, sono attimi di vero riposo in
attesa della partenza o ripartenza alle prime luci del giorno,
o anche in piena notte...
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| Il libro del rifugio,
la traccia di chi è passato di qui... |
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E' il momento in cui
ci si dedica a guardare il libro del rifugio, vera reliquia
che non pu™ mancare, dove si leggono le frasi di chi è
passato di qui, qualcuno solo come gita a sè, altri
per fare gite di varia difficoltá, dalle piö elementari alle
grandi imprese, dal piö umile camminatore al piö grande scalatore:
sono tutti lœ immortalati per sempre in perfetta uguaglianza,
anche chi per disgrazia non ha fatto piö ritorno: non dimenticate
mai di annotare il vostro passaggio, è un rito da rispettare
e poi potrebbe anche salvarvi la vita.
Poi c'è la notte,
il russare, o il non dormire per l'altezza o l'emozione che
attende per l'alba, l'alba altra magia del rifugio, quando
esso ci si risveglia e comincia il tintinnare di ramponi,
moschettoni e picche, dove le voci risuonano appena accennate
e il ritrovarsi a colazione, ma con lo spirito ben diverso
dalla sera prima: le persone non si guardano quasi piö, lo
sguardo è solo verso le finestre a scrutare la via
che aspetta lá fuori e ognuno è solo con i propri pensieri...
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| Pronti a partire al rifugio
Vittorio Emanuele |
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Per rifugi
è dedicato ai rifugi della Valle d'Aosta, è
una bellissima collezione di immagini, ma anche di riflessioni
ottenute in una serie interminabile di gite, raccolte nelle
soste di un itinerario impegnativo e affascinante.
In questo album non ci sono solo immagini
di esterni, o di bei panorami, ma le vie e la fatica di raggiungere
l'agognata meta, gli interni con le caratteristiche che li
rendono cosœ affascinati, i gestori, che tra difficoltá a
volte immani si prodigano per rendere confortabile il soggiorno
pur brevissimo dei propri affaticatissimi ospiti.
L'autore è Mauro
Paillex nato e vivente ad Aosta dove è medico di professione
e fotografo naturalista per passione; dal suo libro queste
significative frasi:
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| Si prepara la cena al
rifugio Mezzalama |
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"...uno dei piaceri
indiscussi del camminatore d'alta quota è quello di
voltarsi ogni tanto a guardare lungo il tracciato di sentiero
che ha appena percorso e notare come talvolta i tracciati
si diramino per evitare una roccia: alcuni hanno scelto di
passare da una parte, altri dall'altra, chissá sulla base
di quali valutazioni. I passi dell'uomo hanno fatto di questi
sentieri delle lingue di terra nuda, di colore chiaro oppure
scuro. Quante linee in montagna!"
© Filippo
Zolezzi |