| Alta Via della Majella
natura e presenza umana in un ambiente estremo
A cura del Comitato Scientifico Filippo Di Donato del Club Alpino Italiano di Pescara
Edizioni
Carsa, Pescara
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| La copertina |
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Con questa rassegna di
Luglio 2003 iniziamo la collaborazione, che si annuncia proficua,
con la Carsa Edizioni di Pescara, una delle
piú prestigiose editrici del centro Italia e una del
el migliori in assoluto nelle edizioni dedicate alla montagna
e alla sua cultura
Guida all'Alta Via della Majella
fa parte della collana Le Gemme, al pari
della consorella Gli Scrigni, 6eacute; una
grande collana di Guide innovative e di alta qualitá,
dalla ricca e particolarmente curata veste editoriale, dedicata
ai luoghi, ai monumenti e ai momenti piú esaltanti
della natura dell'Italia centrale.
Gli itinerari, alla
scoperta di straordinari ambienti naturali e paesaggistici,
sono raccontati con ricchezza e precisione e da alcuni tra
i maggiormente noti specialisti del s ettore escursionistico
e illustrati da splendide immagini.
Dobbiamo confessare che al momento
di classificare questo libro, siamo rimasti un poco perplessi
e indecisi su quale categoria della nostra rubrica maggiormente
si adattasse ad esso, abbiamo optato per quella delle Guide,
vista la sua titolazione, ma avremmo potuto benissimo scegliere
"Ambiente e natura", oppure "Escursioni e passeggiate"
o addirittura "Libri fotografici"... visto lo stile
inconsueto e la bellezza grafica.
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Splendida femmina di camoscio
col suo cucciolo
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Quando si parla di montagna
in Italia, immediatamente vengono in mente le alpi, specie
i massicci del Bianco, del Rosa, il Cervino, le Dolomiti,
raramente il pensiero corre agli appennini, che si ritengono,
a torto montagnole abbastanza basse e prive di fascino...,
mai giudizio si rivela tanto sbagliato e superficiale: l'Appennino
presenta montagne bellissime in tutto il suo svolgimento,
ma nel Centro d'Italia trova il suo massimo fulgore.
Gran Sasso, Laga, Sibillini, Majella
sono alcuni nomi ricorrenti di zone molto belle e meritevoli
di essere camminate e conosciute in modo approfondito, per
essere infine amate in maniera totale e profonda!
Questa Guida é dedicata all'Alta
Via della Majella, un sentiero ad anello, recuperato recentemente
utilizzando sentieri che erano caduti in disuso, che si svolge
mediamente ad altezza di 2500 metri e che puó essere
comodamente percorso in una giornata, ma che merita una sosta
al rifugio Manzini, posto tappa lungo il percorso.
Il paesaggio é
straordinariamente simile a quello del Tibet, poco comune
in Italia: grandi vallate, praterie, montagne nude, spazi
immensi senza brutture della cosiddetta civiltá.
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| Stupenda fioritura...
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Sono anche accuratamente descritti
i quattro itinerari di accesso all'Alta Via: dal Blockhaus,
dalla Rava del Ferro, da Macchia di Secina e da Fara San Martino,
ognuno presenta peculiaritá differenti e stará
all'escursionista da dove procedere.
La seconda sezione del libro é
dedicata alla natura ed é veramente completa: si par6te
dagli aspetti geo-morfologici e geologici, per analizzare
l'aspetto speleologico che qui ha un'importanza molto grande
vista la presenza di abissi molto interessanti.
Veramente entusiasmante é la
parte dedicata ai fiori! oltre alla normale descrizione delle
specie emergenti, cosa abbastanza comune in quasi tutte le
pubblicazioni di questo genere, troviamo qui una serie completa
di schede dei fiori, un vero e proprio atlante della flora
della Majella e un' interessante e unica mappa di dove essi
possono essere osservati (osservati e non prelevati...).
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Il percorso dell'Alta Via
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Non manca naturalmente
una parte dedicata agli animali, che in queste valli vedono
ancora esemplari spariti in quasi tutto il nostro paese: l'orso
marsicano, il lupo, il camoscio, il gatto selvatico, l'aquila
reale, il grifone.
La terza e ultima sezione
6eacute, dedicata alla presenza dell'uomo, alle grotte e ai
ritrovamenti preistorici, qui importanti e significativi.
Come avete potuto capire
questa Guida della Carsa é una guida un poco fuori
dall'ordinario, piuttosto si tratta di un bel libro, con belle
fotografie e testi di grande rigore scientifico, frutto del
lavoro appassionato e competente del Comitato Scientifico
Filippo Di Donato della sezione di Pescara del Club Alpino
Italiano.
© Filippo
Zolezzi
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