| PASSAVANO DI LÁ
Erminio Ferrari
Edizioni
Casagrande, Bellinzona
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| La copertina |
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"Lei, Meco, ha conosciuto nella vita quello
che noi sappiamo solo dai libri".
"Sarebbe a dire?"
"Ha combattuto per qualcosa."
"Ci siamo trovati e ci è toccata..."
Erminio Ferrari è un grande
esperto di storia del contrabbando nella Val d'Ossola, già
descritto in Contrabbandieri,
un libro appassionante e in molti punti commovente.
Con Passavano di
là egli riporta quei personaggi, quelle atmosfere,
quel paesaggio alpino in un breve romanzo, che assomiglia
più a un resoconto storico, piuttosto che a un'invenzione
letteraria.
Al posto del tabacco, del riso e delle
bricolle troviamo lo sfruttamento del passaggio dei clandestini,
tra miserie ed eroismi.
E' un romanzo di paesaggi e di passaggi:
Meco è un vecchio contrabbandiere che conosce le valli
del Sempione, le nevi, i solchi, i sentieri che portano dall'Italia
alla Svizzera e viceversa.
Ha negli occhi i ricordi terribili della guerra, combattuta
nella clandestinità su quei monti tra i partigiani.
Quei ricordi sono rimasti in lui come
rimpianti e ferite lasciate dai tanti amici perduti.
E' un uomo in bilico tra asprezza e dolcezza, tra il passato
e il presente in cui ci sono altri uomini da accompagnare
al di là.
Accanto a lui si muovono pochi altri
personaggi: una ragazza che vorrebbe decifrarne gli enigmi
e un nipote già compromesso da una breve vita di passaggi
clandestini.
E' un libro denso di umana riflessione,
di contrasti tra solidarietà e opportunismo, dove l'autore
fa lampeggiare sprazzi di vita aspra e dolce nello stesso
tempo.
© Filippo
Zolezzi |