| ANNAPURNA, il primo 8000
L'evento che rivoluzionò
l'alpinismo moderno dalla voce di un protagonista
Maurice Herzog
Corbaccio
Editore
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| La copertina |
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Queste stagioni editoriali sono particolarmente
ricche di riedizioni: libri pubblicati decenni or sono vengono
ripresi da editori coraggiosi che ci regalano pagine di valore
inestimabile, sono grandi successi oramai introvabili da anni
che vengono ristampati e riportati ai lettori attenti e appassionati.
Ecco Arrampicarsi all'inferno
di Olsen, La sud del McKinley di Cassin e ora questo
stupendo Annapurna 8000 di Maurice Herzog.
3 Giugno 1950 Louis Lachenal e Maurice
Herzog sono sulla vetta dell'Annapurna, per la la prima volta
degli esseri umani raggiungono e superano quota 8000, un'altezza
mitica, un traguardo ritenuto da molti impossibile e fuori
dalla portata umana.
"Siamo...sull'Annapurna
8075 metri. Il nostro cuore trabocca di gioia immensa. ...ah
se gli altri sapessero! Se tutti sapessero! La cima è
una cresta di ghiaccio con cornici. I precipizi dall'altra
parte sono insondabili, terrificanti. Si inabissano a picco
sotto i nostri piedi, forse non esistono di simili in nessuna'altra
montagna del mondo. Più in alto: nulla! La missione
è compiuta. Ed anche qualcosa di molto più grande!
Come sarà bella ora la vita!". Queste sono le commoventi
parole che Herzog pronunci™ sulla vetta di questa montagna
tanto sofferta e conquistata a caro prezzo, infatti i due
conquistatori porteranno sul proprio corpo le gravi conseguenze
di un terribile congelamento.
Questo libro fu scritto nel 1950,
lo stesso anno della conquista, da Maurice Herzog il
capo spedizione, che in seguito fu ministro per la gioventù
e lo sport nei governi del Generale De Gaulle dal 1958 al
1966, poi sindaco di Chamonix per nove anni.
Come già commentato nella
recensione di Cassin sul McKinley, ci troviamo dinnanzi a
un alpinismo ben diverso da quello attuale, eroico sia nello
spirito avventuroso, che nei valori umani: la conquista della
vetta è fondamentale, ma sempre subordinata alla solidarietà
e al valore della vita umana dei compagni. Quale differenza
nel leggere queste pagine, con quelle degli autori contemporanei,
il lettore si vada a vedere Krakauer o Simpson, che valori
diversi vengono messi in evidenza: generosità, lealtà,
fraternità, estremo sacrificio, contro egoismo, voglia
di riuscire a ogni costo, cinismo...
In Annapurna 8000 troviamo
i protagonisti in lotta con una natura ancora inesplorata
e per nulla amichevole, Herzog ci descrive le estreme difficoltà
e gli spasmodici tentativi dei membri della spedizione per
trovare anche l'avvicinamento alla montagna, altra cosa con
le spedizioni commerciali dei nostri giorni, con l'immenso
self-service che appaiono essere attualmente alcuni 8000.
Questo libro, che l'Editrice Corbaccio
ripropone con grande merito agli appassionati, è uno
dei più bei racconti di montagna che siano mai stati
scritti!
© Filippo
Zolezzi |