NARRATIVA

Il richiamo dell'Hoggar

Arrampicate nel Sahara

Collana: Le tracce, diretta da Mirella Tenderini

Autore: Roger Frison-Roche

Euro 15,43

Formato:15 x 23 cm

Pagine:124

Editore: CDA, centro Documentazione Alpina

 

 

Il richiamo dell'HOGGAR

Arrampicate nel Sahara

Roger Frison-Roche

Centro Documentazione Alpina

il richiamo dell'hoggar
Didascalia

La Casa Editrice CDA continua nella sua opera di riscoperta di titoli un tempo famosi e oramai introvabili, ecco allora le due collane I Tascabili e questa Le Tracce, entrambe dirette e coordinate da Mirella Tenderini.
In esse si alternano libri famosi, ma a volte dimenticati, e libri di autori contemporanei, come Pritchard di Totem Pole o Sciamplicotti di Rotti e stracciati.

Il deserto del Sahara esercita un fascino talmente particolare e forte da ricordare l'effetto di una calamita sulla limatura di ferro, la stessa cosa accadde all'autore di questo libro bellissimo, Roger Frison-Roche, guida alpina di Chamonix, che incaricato dal governo francese di effettuare studi nel deserto, and™ una prima volta, ne rest™ affascinato, ritorn™ al deserto e non fece più ritorno nelle Alpi, ma si stabilì per sempre in Algeria.

Il richiamo dell'HOGGAR  il racconto autobiografico dell'autore, che insieme a un manipolo di coraggiosi, effettua le prime scalate di montagne del deserto e scopre, primo bianco, importantissimi grafiti che illustrano e documentano un'antica civiltà sahariana perduta da secoli.

Il libro ci mostra luoghi da favola, veramente affascinanti, ma non solo, ci descrive personaggi stupendi e fieri, come la guida del deserto Mohamed Ag Amayas, figlio del Ghepardo, un nobile di stirpe tuaregh, o Bombi, il fido aiutante e poi il colonnello Coche direttore della spedizione e infine Marcel Ichac, incaricato di effettuare riprese filmate, cosa che ripeterà nella scalata all'Annapurna, il primo 8000 conquistato dall'uomo.
garet el genun
Garet el Genun,
la montagna degli spiriti

Frison-Roche ha un'abilità straordinaria nel descrivere il proprio viaggio, non per nulla i suoi libri sono ancora oggi best-seller e lui uno tra i più apprezzati scrittori di montagna.

Ecco la scalata del Garet el Genun, la montagna tabù dei tuaregh, che non vi si avvicinano nemmeno oggi temendola per la sua magia negativa, in quanto infestata da spiriti maligni, pronti a ghermire ogni imprudente visitatore, poi gli altri monti del deserto, scalando anche a 60 gradi centigradi, con poca acqua malsana...

Ma soprattutto affascina la scoperta dei graffiti, segno di una civiltà ormai scomparsa, una sorta di Atlantide del Sahara, un luogo sicuramente diverso dal deserto attuale.

Anche chi si accosta con malcelata sufficienza alla lettura di questo libro poco a poco ne viene contagiato dal fascino sottile e coinvolgente: piano piano ecco apparire le dune, le montagne multicolori che cambiano tinta a ogni ora del giorno, l'ondeggiante cammino dei cammelli, simile al dondolio del mare, i racconti dei tuaregh, gli incontri più misteriosi: pagina dopo pagina l'Hoggar entra in ogni lettore e lo trasporta sulle proprie pendici e suscita il desiderio di essere là, davanti alle rocce di basalto blu, alla montagna degli spiriti, ad ammirare i graffiti di una civiltà scomparsa!
iharem
L'Iharem

Anche Mirella Tenderini, che dirige questa collana, appare essere carpita da questo incanto e forse proprio per questo ripropone questo titolo bellissimo, ma non solo, seguiteci e vedrete che le cose non finiscono qui..

Allora si comprendono le commoventi parole del targhi Mohamed, la guida tuaregh, quando saluta Frison-Roche che sulla corriera fa ritorno ad Algeri e in Francia: "...allora, levando la mano nel gesto misterioso e pieno di dignità col quale salutano i figli del deserto, il targhi risponde: "Tu tornerai, fratello dei Mufloni, ritornerai." e infatti egli ritornerà affascinato per sempre...

Pensiamo che non si possa concludere meglio questa recensione che con il pensiero stesso dell'Autore, visto che per lui la scoperta del Sahara fu una vera e propria rivelazione: "All'origine di ci™ che sono diventato c'è stata quella marcia lenta eterna dove il sogno e l'avventura, dove la vita e la morte, il presente e il passato, la terra e le stelle si alternano all'infinito componendo una sinfonia ardente, punteggiata dal canto del vento fra le dune dei grandi erg o fra gli organi di pietra dei tassili, spezzata di colpo dal silenzio più profondo, quel silenzio degli spazi infiniti che fecero sognare Pascal e Padre Focauld".

© Filippo Zolezzi