| Sultano delle nevi 
una
storia vera del Gran Paradiso
Ariberto Segála
Arca
Edizioni - Daniela Piazza editore
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La copertina |
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"A quell'altezza il cielo ti appare
quello che é: non un coperchio per la terra, ma una
grande materia profonda nella quale siamo immersi" (dalla
prefazione del libro di Luciano Violante)
Sultano della nevi
é quel tipo di libro che quando lo prendi in mano e
lo sfogli, magari distrattamente, ti incuriosisce per via
delle foto belle e originali, ma quando lo cominci a leggere
ti inchioda alla poltrona e le pagine cominciano a scorrere
una dopo l'altra con un fascino davvero incredibile...
Sultano era uno stambecco straordinario:
un capo nato, apparso una mattina in modo misterioso e divenuto
immediatamente il beniamino dei guardiaparco che lo cercavano
sempre con i loro potenti binocoli, che si distingueva per
un palco di corna straordinario e mai visto in tali dimensioni:
oltre 110 centimetri di lunghezza per ognuna e 108 di distanza
tra le due e dalla forma a scimitarra...
Il guardiaparco Provino Chabod é
un personaggio altrettanto straordinario dello stambecco,
dopo l'avvistamento ne diviene il silenzioso compagno, lo
cerca, lo segue, lo studia, ne segue le vicende per circa
10 anni fino al giorno della morte dell'animale, un evento
annunciato chiaramente e che Provino non vuole vivere per
rispetto all'amico stambecco e allora prende un permesso,
cosa mai fatta in decenni di carriera nel Parco, per non assistere
alla morte di Sultano, una cosa veramente commovente!
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Provino Chabod |
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Sono 10 anni di ricerche coi binocoli,
nella speranza di imbroccarlo, di poterlo seguire e studiare,
ma lui non si concedeva facilmente, sempre con un incedere
maestoso, appariva magari all'improvviso vicinissmo, quasi
a dire "amico mio, eccomi qui guardiamoci negli occhi...",
poi era capace di sparire anche per alcune settimane.
Sultano era inequivocabilmente
il capo degli stambecchi della Valle di Rheme: i giovani maschi
si ritiravano evitando di incrociare le corna con lui, le
femmine si lasciavano prendere senza eccessivi corteggiamenti
e senza rifiuti, ogni gesto e ogni movimento aveva la dignitá,
e la solennitá di un capo dichiarato e da tutti riconosciuto.
Ariberto Segále
é giornalista e fotografo: ha lavorato per decenni
con Epoca, ha poi collaborato con riviste come Panorama Mese,
Oasis, Atlante, inoltre ha scritto numerose opere dedicate
al Parco del Gran Paradiso, il suo stile é accattivante,
sincero, come quello dei personaggi che si riesce a controllare.
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All'improvviso
ecco come apparse
Sultano al binocolo di Provino...
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L'autore, con questo
libro, riesce a dare la dimensione di magia e di straordinarietá
che anima queste valli e il Parco del Gran Paradiso, non solo
con Sultano, ma anche con altre vicende ugualmente interessanti,
seppur marginali.
Un libro come questo
non puó assolutamente mancare nello scaffale di qualunque
appassionato di libri di montagna: ci troviamo davanti a una
vicenda vera e straordinaria, al confine tra realtá
e fantasia, una storia che vede animali e uomini mescolarsi
tra loro, sentimenti forti e atmosfere da fiaba, dove gli
animali sembrano incarnare gli spiriti dei monti, quelli delle
antiche leggende popolari, dove i riti e le magie si incrociano
con una realtá, che sembra essere piú fiaba della
fiaba stessa...
Chi di noi non vorrebbe
incontrare un giorno un Sultano sul proprio sentiero? Ma forse
ancora di piú si vorrebbe incontrare un Provino e specchiarsi
nei suoi occhi che hanno visto l'invisibile e rimirare quel
volto che sembra essere il libro della vita...
Ecco a voi l'imperdibile
di Luglio e che imperdibile... non mancate di avere questo
bellissimo libro, credete un consiglio da amici veri!
© Filippo
Zolezzi
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