NARRATIVA

La montagna nuda

Il Nanga Parbat, mio fratello, la morte e la solitudine

Collana: Exploits

Autore: Reinhold Messner

Euro 18,50

Formato: 14 x 21 cm

Pagine: 318

Editore: Corbaccio

 

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La montagna nuda

Il Nanga Parbat, mio fratello, la morte e la solitudine

Reinhold Messner

Corbaccio

messner
La copertina

1970: due giovani fratelli, Günther e Reinhold Messner raggiungono insieme la vetta del Nanga Parbat La montagna nuda: per i due, legati da un affetto molto forte, é una gioia intensa, ma di breve durata, infatti nella discesa il piú giovane dei due ha un malore e cosÍ si impone la discesa dal versante opposto alla salita, un versante sconosciuto, sono ore di dolore spasmodico, di terrore della morte che arriva beffarda proprio quando oramai i due si sentono salvi, infatti una valanga travolge Günther che sparisce per sempre.

Detta cosí sembra la descrizione di uno dei tanti tragici incidenti che avvengono attorno agli 8000 ogni anno, ma non é cosí: per Reinhold Messner si tratta del primo 8000, che in seguito sará, il primo scalatore al mondo coronare il sogno di salire tutti e 14 le vette di almeno 8000 metri.

Dopo oltre trent'anni, colui che viene ancora oggi considerato il piú grande alpinista di tutti i tempi ha sentito il bisogno di raccontare le vicende di quell'esaltante, ma terribile salita al suo primo 8000.

I critici hanno affermato che questo é il miglior libro di Messner e probabilamente lo é,, in quanto lui si viene a trovare spogliato di tutti i miti che lo hanno accompagnato per tante imprese ed emerge finalmente il Reinhold umano, il fatello disperato per la perdita irreparabile, il figlio terrorizzato dall'idea di dover avvertire la madre della tragedia avvenuta sul ghiacciaio...
Gunther Messnerr
Günther Messner al Campo III

Messner propone i tragici tentativi di Mummery, poi quelli di Merkel e di Walzenbach e poi l'ossessiva

ricerca di conquista delle spedizioni del fratello di Merkel, Herrligkoffer, sotto il quale arriverá in vetta, primo uomo, Buhl e poi i Messner stessi

A oltre trent'anni da quell'estate del 1970 Messner decide di porre fine alle interminabili polemiche che hanno animato quella grande, ma tragica, impresa e presa la penna in mano ci propone la sua veritá, l'unica di chi si é, veramente trovato a vivere quei momenti esaltanti e terribili.

Lo stile letterario é quello conosciuto di quest'autore: spigoloso, scomodo, a volte anche scostante, ma sempre appassionante, che ti obbliga a prendere una posizione, pro o contro, ma che non ti lascia mai indifferentemente distaccato...
messner
Günther e Reinhold Messner in cordata

Messner esprime con tutta le sua spigolositá, i contrasti e la poca stima con Herrligkoffer, il capo spedizione, i dubbi, le incomprensioni,le decisioni prese in modo autonomo, le gelosie con alcuni degli altri membri della spedizione, ma soprattutto ci fa conoscere l'esaltazione della vittoria con il fratello, della conquista del Nanga Parbat e poi il terrore della morte, le allucinazioni per l'ipossia, la mancanza di ossigenazione al cervello con tutte le allucinazioni, la fame, la sete e poi il disperato dolore per la scomparsa del fratello e infine la lotta con la morte e la rinascita alla vita.

Ancora oggi, il fatto che Günther fosse lí () mi rende particolarmente preziosi quei momenti sulla vetta. Nonostante la routine quotidiana , nel ricordo quei momenti sono rimasti belli. vedo sempre gli occhi di Günther come allora. Non so perché anche lui si sia tolto gli occhiali. nessuno di noi pensava all'oftalmia da neve, Visto che fino ad allora non eravamo mai stati su un 8000, facemmo quello che avevamo migliaia di volte su altre cime: ci stringemmo la mano, riposammo e ci guardammo attorno. Mi sorpresi quando Günther mi batté sulle spalle.
Gli ho detto qualche cosa? Non lo so piú. Ci fotografammo a vicenda e ci guardammo intorno. Dovevamo scendere. Forse rimanemmo un'ora, nonostante fosse tardi. Troppo tardi?!

 

© Filippo Zolezzi