| Wolfgang GÜllich-Action Directe
Tilmann Hepp
Edizioni
Versante Sud
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| La copertina |
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Ecco il terzo libro della
collana I Rampicanti, una serie che descrive e analizza
alcuni tra i personaggi di maggior spicco o pi‡ interesanti
della galassia dell'arrampicata; dopo l'originalitá
di Ben Laritti e il personaggio di John Gill maestro del boulder,
ecco un rocciatore unico e probabilmente irripetibile: Wolfgang
Güllich.
Gli anni di fine '70 hanno visto la
nascita del free-climbing: dal mitico Camp 4 in Yosemite,
al Verdon, a Finale, al Frankenjura e in altre note falesie
si é visto lo sviluppo di questo nuovo modo entusiasmant
di interpretare l'arrampicata.
Per diversi lustri l'arrampicata
sportiva e la tecnica rot punkt non hanno avuto diritto di
asilo nell'alpinismo ufficiale, poi dopo la metá degli
'80 le cose sono cambiate e ianche questo modo di arrampicare
é entrato nel novero dell'ufficialitá, certo
il superamento del grado 6, considerato massima difficoltá
umanamente raggiungibile ha dato un bello scossone a tutto
l'ambiente...
Non ci troviamo semplicemente d'innanzi
alla biografia di uno dei tanti nomi che hanno dato lustro
all'alpinismo, ma questo é il racconto della vita di
un personaggio "vero", di un ragazzo che ha deiderato solo
arrampicareb e lo ha fatto con un'etica e una rigiditá
verso se stesso quasi monacale...
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Frankenjura, Action Directe 9a
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"Premessa: Arrampicare significa
superare i punti piú difficili della parete con la
minor forza possibile, ció richiede un'abile collaborazione
tra mani e piedi.
I buoni arrampicatori vengono formati dall'esperienza, riconoscono
subito gli appigli e gli appoggi buoni e non devono cercare
a lungo.
Non si deve sopravvalutare il proprio stato di forma e la
propria forma..."
Dalla copertina del diario di arrampicata
di Wolfgang all'etá di 15 anni...
Di carattere schivo
e timido, Wolfgang non aveva i caratteristici atteggiamenti
gigioni di molti suoi colleghi, tutta la sua ricerca era concentrata
nell'atto puro, che doveva avere sempre una sua etica: proibito
barare su di una presa o su di un attacco per ottenere un
risultato roboante.
Le sue caratteriatiche morfologiche,
era dotato di un¸apertura di braccia sopra la media, gli permettevano
prese impossibili ai piú, unite a una serietá
di preparazione e allenamento, hanno permesso a Gullich di
arrivare a traguardi impensabili anche solo pochi anni prima.
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Elbansteingebirge, Sportfest
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L'immagine piú
tipica della forza e della straordinarietá di Güllich
é quella della copertina, con la famosisssima trazione
monodito, la stessa, ma fatta sul mignolo..., che fece esclamare
a Sylvester Stallone sul set di Sly "tu sei il piú
forte del mondo!"
Egli non é un purista, ma un
puro, infatti in un mondo dove ci si vendeva giá molto
bene agli sponsor e alle kermesse di arrampicata, le cosiddette
gare, non ebbe mai molta dimestichezza con agenti, sponsor
o organizzatori, per lui arrampicare era la vita, non un mezzo
per sbarcare il lunario o fare soldi.
Naturalmente questo suo modo di vivere
e di interpretare l'arrampicata gli procuró non poche
invidie e spesso mediocri bardi dell'arrampicata alzarono
canti stonati e volgari contro di lui, che mai cedette al
compromesso, rinunciando alle proprie scelte di base.
Questo bel libro ci dona il ritratto
Wolfgang Güllich, grande rocciatore, dotato di immense
capacitá atletiche e tecniche, ma prima di tutto Uomo.
© Filippo
Zolezzi
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