| wanda Rutkiewicz
La signora degli Ottomila
Gertrude Reinish
CDA & Vivalda Editori
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| La copertina |
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Mirella Tenderini dirige per l'editrice
CDA & Vivalda due splendide collane: Tascabili, e Le
tracce, della quale fa parte Wanda Rutkiewicz;
sono tutti libri assai significativi e appassionanti, racconti
che bloccano sulla poltrona fino all'ultima parola. Ogni volume
di queste collane porta una sua introduzione, poche pagine,
ma ricche di senso e molto esplicative.
Wanda Rutkiewicz, dal nome quasi impronunciabile
per un non polacco, è considerata come la più
grande himalaysta di tutti i tempi e una delle alpiniste donne
tra le più impegnate a confrontarsi alla pari con i
colleghi uomini sulle montagne più alte e impegnative
del mondo.
Il libro ne descrive la storia: dalle prime esperienze sulle
palestre di roccia vicino al suo paese, passando poi per le
prime scalate sulle Alpi, le Nord dell'Eiger e del Cervino
fino arrivare alla vera e propria epopea himalayana: Gasherbrum,
Everest, K2, Nanga Parbat, Annapurna e via via tutti gli ottomila,
molti dei quali sono stati da lei conquistati otto o forse
nove e infine Kangchenjunga, l'ultima sfida, quella che ha
portato via Wanda, scrivendola nel triste elenco delle vittime
della corsa al mito degli ottomila dell'Himalaya e del Karakorum.
Questo libro è opera di Gertrude
Reinish , viennese, che ha soggiornato per vari anni nelle
regioni himalayane, scalando varie cime oltre i 6000 metri
e che ha accompagnato Wanda in varie spedizioni, senza però
riuscire mai a raggiungere l'agognata meta di un 8000.
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Wanda Rutkiewiecz, a sinistra,
con
Ewa Pankiewicz
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L'autrice dà una descrizione molto umana della scalatrice
polacca , esaltandone le doti tecniche e soprattutto la volontà
estrema di riuscire in imprese all'apparenza impossibili per
una donna, ma descrivendono anche le mancanze, le scontrosità,
il carattere a volte difficile.
Nel testo vi sono moltissimi brani scritti in prima persona
dalla Rutkiewitz stessa, che servono a darne un ritratto ancora
più fedele e sincero, creando l'impressione che il
libro sia una grande e stupenda intervista, un dialogo fuori
dalle barriere di spazio e tempo e donandone un'immagine carica
di dinamismo e di realismo.
La signora degli Ottomila
viene così descritta in tutti i suoi aspetti e l'immagine
che ne risulta è quella di una donna dal carattere
fortissimo, animata da una volontà inarrestabile, ma
anche debole sul piano dei rapporti privati interpersonali
e incapace ad arrendersi dinanzi a una difficoltà di
qualsiasi genere, essa appare come una delle più importanti
rappresentanti di quell'epopea alpinistica rappresentata dalla
scuola polacca, eroica e spesso povera, ma dal valore tecnico
immenso.
© Filippo
Zolezzi
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