| La mia sfida al destino
Dall'Eiger al Tibet. Dall'Alaska al Ruwenzori. Un'avventura lunga una vita.
Heinrich Harrer
Mondadori
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| La copertina |
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"Dall'autore di Sette
anni nel Tibet", questa é la dicitura che appare
in testata di questo libro e vi confessiamo che questa frase
"...dall'autore di..." non ci ha mai fatto un'impressione
molto positiva, ma piuttosto il tentativo di proseguire un
successo editoriale in un'opera che magari ha caratteristiche
molto inferiori al libro che viene ricordato, grande best-seller...
Questa volta non é cosí,
anzi La mia fida al destino ci ha molto appassionato:
l'autore riesce a trasportare il lettore attraverso i paesi
da lui attraversati, spesso vergini e a conoscere popoli forse
mai osservati da occhio occidentale, una vera saga dell'avventura
e dell'esplorazione.
¯Viaggiando per il
mondo, ho avuto modo di scalare montagne in tutti i continenti,
di vedere le sorgenti dei grandi fiumi e le tre isole piú
vaste del pianeta. Ho avuto il privilegio unico e irripetibile
di osservare le usanze di popoli che vivevano allo stadio
del neolitico, del paleolitico e del prepaleolitico ... Ogni
gente ha la sua cultura e merita rispetto. Nell'entrare in
contatto con gli altri popoli ho sempre cercato di prendere
sul serio la loro diversitá. La violenza mi é sempre stata
estranea.Ã ( dalla conclusione dell'opera)
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| Saluto
tradizionale ai piedi
dell'Annapurna |
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Ì questo lo spirito con cui Heinrich
Harrer, leggendario alpinista ed esploratore, noto intemazionalmente
anche come autore di Sette anni nel Tibet, narra per la prima
volta la sua lunghissima vita, piena di avventure, di pericoli,
di scoperte: dalla giovinezza in Austria, quando giá si segnala
per i grandi risultati sportivi, alla storica scalata della
parete nord dell'Eiger, alla spedizione himalaiana del Nanga
Parbat, all'arresto in India nel 1939 e all'internamento in
vari campi di prigionia inglesi, da cui rocambolescamente
fugge nel 1944 per riparare in Tibet
A Lhasa, la ¯cittá proibitaÃ, stringerá
un profondo legame con il quattordicenne Dalai Lama, di cui
diventerá insegnante e con il quale assisterá al drammatico
inizio dell'invasione cinese.
.Dopo il ritorno in Europa, a partire
dagli anni Cinquanta Harrer organizza numerose spedizioni
geografiche che lo portano nelle zone meno esplorate dei cinque
continenti: sull'Himalaia, nei deserti e sui monti africani,
sul Rio delle Amazzoni, nel Borneo, in Nuova Guinea, in Alaska,
nel Mato Grosso.
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| Sosta alla parete nord dell'Eiger, 1938 |
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Sono luoghi in cui affronta
fatiche e pericoli tremendi: precipita per quaranta metri
da una cascata della Nuova Guinea, é costretto a mangiare
vermi, si ammala di malaria, é inseguito dalle frecce
di una tribú bellicosa.
Ma dove conosce civiltá in via di
estinzione, contempla panorami di bellezza inenarrabile, ammira
opere d'arte, rinviene strumenti e reperti che porterá in
patria dando vita a un museo a Huttenberg, suo paese natale.
Con questa autobiografia Harrer coinvolge il lettore in una
favolosa avventura, ripercorsa alla luce dei grandi temi che
caratterizzano anche le sue opere precedenti: la sfida alla
natura, la spiritualitá tibetana, il fascino dell'ignoto,
la memoria e il destino.
© Filippo
Zolezzi
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