| Narcisi di montagna
Dialogo per un alpinismo di rinuncia
Nereo Zeper
Nordpress
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| La copertina |
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"Chi non sa o non
sente la necessitá della rinuncia non conquisterá
mai neppure un briciolo di indipendenza interiore. E la strada
per arrivarci é lunga."
I Narcisi di montagna
dei quali si parla in questo libro non sono certamente fiori,
ma gli alpinisti, notate la mirabile composizione della copertina:
il mito di Narciso che si innamora di se stesso specchiandosi
nell'acqua e splendidi monti che appaiono in secondo piano
(Dent d'Herens).
Non ci troviamo davanti
a un libro facile da leggere, anzi diremmo scorbutico e persino
un pochino difficile da iniziare: fare filosofia della montagna
non appare certo un mestiere molto semplice, ben distante
dallo stereotipo della narrativa di montagna...
Per prima cosa meraviglia la forma
letteraria del testo, che é si presenta sotto forma
di dialogo, uno stile non certamente comune di questi tempi,
poi il voler affrontare l'essenza stessa dell'arrampicare
su per i monti come elemento dell'umana vicenda, forse per
un bisogno assolutamente inutile...
L'autore, Nereo Zeper,
sembra bastonare tutto e tutti, nulla sembra andare bene:
la logica del mercato, la voglia di aggiungere nuovi allori
al proprio curriculum, il mito della poesia della lotta con
l'alpe, con un intento apparentemente dissacratore egli trova
a dire su ogni cosa, ma riconoscendo in ultima analisi che
lui stesso fa parte di coloro che affluiscono a questa processione...
Viene naturale fare il paragone col
film di Gibson The passion of Christ, nel quale lo spettatore
a un certo momento non ne puó piú di frustate
e di violenze, ma resta incollato alla poltrona del cinema,
perché sa che sta osservando la veritá; allo
stesso modo mentre si legge questo libro si vorrebbe richiuderlo
e passare a qualche soggetto che ci dia maggior appagamento,
ma sappiamo che quello che dice l'autore non é lontano
anche dalla nostra veritá, specie se hai appena saputo
che uno dei piú grandi e puri esponenti dell'alpinismo(Patrik
Berhault, n.d.r.) se ne é andato rincorrendo "82
giorni per 82 quattromila....
"L'alpinismo é lo sforzo cieco di chi non sa come
ritrovare ció che non sa di aver perduto." (dal frontespizio
del libro).
© Filippo
Zolezzi
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