| Aconcagua
Un sogno possibile
Gherardo Ghirardini
Ghirardini-Serafini
Editore
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| La copertina |
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Un libricino che appare come un quaderno
di appunti di viaggio, con la sua copertina in cartoncino
grigio, le foto un poco sfuocate, il titolo Aconcagua
che non sembra essere portatore di elementi straordinari,
ma il sottotitolo invece ci incuriosisce non poco: "Un
sogno possibile..."
Ahi apparenza menzognera, che portasti
iniquo pregiudizio...: aperto il quaderno, immediatamente
il Sogno si sprigiona in tutta la sua luce e in questo racconto,
non lunghissimo, ma sicuramente appassionante, ci si rispecchia
con tutti le nostre ansiose aspettative, prima- durante-dopo
una salita impegnativa.
In questa piccola opera
l'autore Gherardo Ghirardini, aiutato e confortato
dall'amica Mariella Serafini, ci descrive il suo
sogno: fare una spedizione nelle Ande e salire sulla vetta
di uno dei monti piú alti della terra anche se non
tra i piú difficili, insieme ad alcuni amici.
Gherardo é sincero: da bambino
lo hanno fatto soffrire in montagna e da giovane la odia,
finché al termine dell'adolescenza ne scopre l'importanza
e la gioie descrive questo Sogno, per la poca esperienza,
per le relative capacitá, integrate peró dal
vigore fisico.
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L'autore ha coronato il suo Sogno...
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Dopo averci confessato
il suo burrascoso rapporto con la montagna, l'autore ci descrive
la salita alla vetta, uno straordinario rapporto che quanti
potrebbero fare in modo analogo: la stanchezza, il disorientamento,
lo scoramento, la stanchezza apparentemente invincibile e
poi la voglia di riuscire e la gioia degli ultimi metri...
Troviamo poi la relazione vera e propria
della spedizione, in stile canonico, con tutti i riferimenti,
paura compresa per il ritorno dei compagni saliti per una
via maggiormente impegnativa, il ritorno, il dolce abbandono
dopo lo sforzo.
In appendice troviamo le tabelle di
marcia, delle attrezzature utilizzate, del cibo mangiato,
come detto una relazione perfetta, peró accompagnata
dalla descrizione del Sogno, Sogno che é vivo in ogni
uomo e che ha bisogno di essere lasciato librare nell'aria,
che desidera realizzarsi, che puó anche essere confinato
nel fondo di un cassetto chiuso a chiave, ma in questo caso
possiamo veramente dire di avere vissuto...?
© Filippo
Zolezzi
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