| L'ombra della montagna
Il lato tragico dell'avventura estrema
Maria Coffey
Corbaccio
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| La copertina, Montagne e nuvole in Nepal |
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Ogni mese selezioniamo un libro che
per noi é L'imperdibile del mese,
questo pensiamo che sia ancora piú imperdibile, un
libro che va letto e poi riletto e meditato con molta serenitá,
e anche impegno, usufruendo del lavoro appassionato e generoso
dell'autrice.
"Che cosa spinge
una persona a perseguire un passatempo in cui il piú
piccolo errore di calcolo o la disposizione casuale dei dadi
possono spegnere una vita? E che cosa spinge una persona a
tentare di costruire una relazione duratura, fondata sui concetti
tradizionali di amore e famiglia con un alpinista impegnato? (dall'introduzione)
"
1999, immaginate di essere a uno dei
piú importanti festival di film e libri di montagna
del mondo, quello di Banff nel Canada, si sta svolgendo la
tavola rotonda"Avventura: il costo personale", il
pubblico é quasi interamente formato da alpinisti e
appassionati di montagna, sul palco quattro relatori, due
alpinisti, un ex-alpinista menomato per un incidente di scalata
e una donna apparentemente timida, Maria Coffey che nel 1982
perse il proprio compagno Joe Tasker scomparso nella parete
NE dell'Everest. Dopo l'intervento di Maria, che descrive
il suo stato d'animo dopo la perdita, l'uditorio é
in parte scandalizzato, arrabbiato per questa donna che é
venuta a rompere quella specie di muro protettivo che avvolge
il mondo un poco pazzo dell'arrampicata e una parte che invece
tace meditando e annuendo...
Questo é l'inizio
del secondo libro della Coffey dedicato a questo argomento
tanto delicato, quanto tremendo: il lato tragico dell'avventura
estrema, un lato che si vorrebbe tenere nascosto, che non
si vorrebbe riconoscere, illudendosi che esistano solo successi
e cose belle, ma purtroppo la realtá molto differente.
Peter Boardman, scomparso
insieme a Joe Tasker, aveva intitolato un suo libro La
montagna di luce, Maria Coffey intitola questo L'ombra
della montagna, la montagna non emana solo abbagliante
splendore, ma proietta anche l'oscuritá della sua ombra.
Nel suo primo libro, Confine
incerto, l'autrice aveva descritto il suo dolore
lacerante per la perdita di Joe Tasker scomparso insieme a
Peter Boardman sull'Everest, con questa sua seconda opera
dedicata alla montagna ella ha cercato altre donne e figli
che hanno subito il suo stesso dolore, le medesime preoccupazioni
e ha cercato di comprendere cosa possa spingere una persona
a soffrire per condividere brandelli di vita con un'altra
persona che non é quasi mai a casa, che torne debilitato
dalle spedizioni e che non pensa ad altro che ripartire, che
nememno il soffio della morte accanto a se puó far
desistere dal ripartire...
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| Maria in Irlanda sua terra di origine |
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Il libro impone ad ogni
lettore una forte presa di posizione, un esame di coscienza
molto onesto e sincero, perché ci si deve domandare
se sia giusto fare soffrire i propri cari, se il proprio ego
sempre alla ricerca di auto celebrazioni meriti il dolore
di chi ci ama, se privare un bimbo del proprio padre o una
moglie del marito sia un prezzo accettabile per una forma
di divertimento...
Man mano che ci si addentra nel libro
si comprende che il suo significato non é circoscritto
al solo mondo dell'alpinismo, ma a tutti quei settori dove
il rischio per divertimento é all'ordine del giorno,
ma non solo, anche nei casi di sofferenze inflitte alle persone
amate per il proprio egocentrismo e superficialitá.
Maria Coffey é una scrittrice
straordinaria, ci aveva giá, molto colpito con Confine
incerto, ma con questo ci stende definitivamente e lo fa con
grande dolcezza: ci prende per mano con delicatezza, ci porta
a visitare luoghiinteriori terrificanti, ma poi ci dischiude
le porte della luce e lo fa sempre senza ergersi a giudice,
lasciando a noi il compito di trarre le conclusioni.
E' un libro che vi consigliamo con
tutto il cuore, perché ha un grande valore, perché
non vi lascerá come vi ha trovato, perché forse
anche voi vi troverete qualche risposta importante che ricercavate
da tempo e non avevate e mai avuto il coraggio di scoprire.
Ricordiamo che Maria
ha vinto con questo libro, nel 2003, l'importante Premio Whyte
al Banff Film Book Festival e vi invitiamo a leggere la straordinaria
intervista che ci ha rilasciato con straordinaria e dolce
gentilezza, non potrete proprio fare a mano allora di leggere
entrambi i libri...!
© Filippo
Zolezzi
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