| La salita del Cervino
Edward Whymper
CDA
& Vivalda Editori
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| La copertina |
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"Il pendio si addolciva, alla
fine potemmo slegarci Croz e io, schizzando in avanti, ingaggiammo
un testa a testa che terminó alla pari. Alle 13,40
il mondo era ai nostri piedi e il Cervino era conquistato.
Hurrah! Non si vedeva nessun'altra impronta..
Queste sono le semplici parole di Whymper per descrivere l'emozione
di essere il primo uomo a calpestare la vetta della montagna
simbolo delle Alpi.
Molti autori si sono cimentati a scrivere
libri di montagna, molte montagne sono state scalate, ma il
binomio Whymper-Cervino é, uno dei piú famosi
e destinato a durare nel tempo, uno dei maggiori classici
della letteratura alpina.
Il Cervino non é la montagna
maggiormente alta delle Alpi, nemmeno la piú difficile,
ma sia per la sua forma, la sua collocazione, la sua storia,
esso appare come la montagna simbolica, effigiata in milioni
di fotografie, stilizzata e presa a effigie nei campi piú
svariati, dalla cioccolata, al formaggio e alle case cinematografiche,
quindi la sua conquista ha avuto maggior risonanza e fama
che vette molto piú impegnative, ma meno immaginifiche.
Nella seconda metá, dell'800
le Alpi erano meta dei viaggiatori dediti all'alpinismo e
dei vedutisti, sulla spinta romantica della conquista dei
monti, gli inglesi ne sono stati tra i maggiormente contagiati,
per questo nelle nostre Alpi abbiamo molti toponimi che traggono
origine da questi uomini avventurosi.
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| Jean Antoine Carrel |
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Edward Whymper era uno di loro, uno
dei piú, motivati, nel 1860 fece il suo primo viaggio
nelle Alpi, conquistando montagne difficile e impegnative
come la Barre des Ecrins nel Delfinato, il Mont Dolent, l'Aiguille
Verte e le Grandes Jorasses nel gruppo del Bianco, poi attraversando
il Vallese giunse a Zermatt e la fu fulminato dall'ardito
splendore del Cervino.
Con traversate avventurose venne a Valturnenche, dove conobbe
Jean Antoine Carrel, fu l'inizio di un'amicizia unica e irripetibile,
con lui cercó la conquista della Gran Becca, ma furono
quattro anni di tentativi coronati dall'insuccesso, poi entrarono
in competizione a causa di motivi politici che vedevano la
conquista del Cervino come un affare nazionale.
Questo libro é
il diario autobiografico che Whymper ha fatto delle sue scalate
nelle Alpi e soprattutto della conquista del Cervino, é
stato pubblicato a Londra nel 1871 e in pochi anni é
diventato il best seller della letteratura di montagna, con
continue ristampe e molte traduzioni, ma non in Italia, dove
si dovette aspettare fino al 1933 per poterlo leggere tradotto,
per i tipi dell'Editore Montes e ceduto negli anni '60 a Viglongo,
nel 1990 ne ha curato un'edizione Dadó di Locarno,
che lo ha ancora in catalogo e finalmente eccolo apparire
col titolo originale nella collana I Licheni della
CDA & Vivalda, una delle collane maggiormente
amate dagli appassionati di libri di montagna.
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| La conquista del Cervino |
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Questa nuova edizione é stata
curata da Anna Balbiano d'Aramengo, che ha adattato la traduzione
cercando di utilizzare un linguaggio meno arcaico di quello
del 1933, rendendo la lettura piú scorrevole e ancora
maggiormente avvincente.
Whymper, oltre che un
grande alpinista era un ottimo scrittore, nella miglior tradizione
anglo sassone di quei tempi, il lettore non puó, che
lasciarsi trascinare nel vortice delle sensazioni mirabilmente
profuse dall'autore, inoltre il libro descrive dettagliatamente
la miserabile condizione di vita dei montanari di 150 anni
fá, ben diversa da quella di oggi che andata ben oltre
il livello necessario e giusto deborda spesso nella violenza
all'ambiente.
La salita al
Cervino é corredato da molte immagini e schizzi
dovuti a Whymper stesso, che illustrano e sottolianeano con
i toni tipici del tempo l'eroismo e il valore dei protagonisti.
Purtroppo la gloriosa
conquista del Cervino ebbe una tragica conclusione e questo
segnó in modo indelebile lo spirito di Edward Whymper,
che pur proseguendo nella sua vita avventurosa, non fu ma
piú quello di prima.
Riportiamo qui l'ultimo
periodo del libro, sono parole che colpiscono e che dovremmo
sempre avere in mente quando prepariamo lo zaino per andare
in montagna: "Ci sono stati momenti di felicitá
troppo intensi per poterli descrivere a parole e ci sono stati
affanni su cui non ho osato insistere; ed é con queste
immagini davanti agli occhi che dico: salite le montagne,
se volete, ma ricordate che il coraggio e la forza non sono
nulla senza la prudenza e che la trascuratezza di un attimo
puó distruggere la felicitá di una vita. Non
abbiate fretta. Prestate attenzione a ogni vostro passo. E,
fin dall'inizio, tenete a mente quale potrebbe essere la conclusione."
© Filippo
Zolezzi
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