| K2 Chogori
La grande montagna
Reinhold Messner
Corbaccio
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| In copertina, lo splendido
K2 |
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Forse qualche lettore potrá
obbiettare: ancora un altro libro sul K2 che ha la pretesa
di spiegare e ricercare la veritá nella cinquantenaria
polemica sulla conquista della seconda vetta del mondo, ma
visto che l'autore é Reinhold Messner non
lo si puó passare sotto silenzio...
Questo libro, annunciato come la parola
definitiva sulla questione K2, era molto atteso, perché
Messner é ritenuto uno dei maggiori alpinisti del secolo
appena concluso, forse il maggiore e piú innovativo:
primo salitore di tutti gli 8000 della Terra, primo salitore
dell'Everest senza ossigeno, avvenimento che Tom Hornbein
ha definito la maggior invenzione alpinistica del dopoguerra,
forse colui che per primo ha fatto dell'alpinismo una professione
con una intelligente e scaltra ricerca degli sponsor, quindi
in conclusione il parere di uno dei maggiori conoscitori della
montagna, degli 8000 in particolare.
Il libro é molto
interessante, ma non apporta alcun elemento nuovo a quelli
che sono ormai arcinoti, specie da parte di Bonatti, l'autore
esprime il suo giudizio che é quello che ha detto al
Filmfestival di Trento: nel 1954 il K2 é stato conquistato
da una squadra formidabile di italiani, dei quali nessuno
é stato inutile o marginale, Bonatti essenziale per
il suo sforzo sovraumano a portare su le bombole a Compagnoni
e Lacedelli, che in cima ci sono arrivati con i loro sforzi,
il tutto con il sapiente e fondamentale coordinamento e comando
di Desio, senza il quale, forse la compagine si sarebbe sfaldata
e il risultato non si sarebbe ottenuto.
Chi si aspettava una decisiva presa
di campo da parte di Messner resterá forse un pochino
deluso, la soluzione qui proposta sa un po' di cerchiobottismo,
dà ragione a tutti e non scontenta nessuno, oppure...
d'altra parte come trovare nuovi elementi dopo cosí
tanto tempo? Chi aveva carte valide in mano le ha giocate
da anni e forse sarebbe ora di lasciare che il tempo avvolga
tutta la vicenda con una cortina che smorzi gli spigoli e
lasci solo la cosa essenziale e bella: il fatto straordinario
della conquista del K2 da parte di una squadra di alpinisti
italiani.
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| Pendio sommitale, sullo sfondo Concordia e Chogolisa |
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Il libro non parla solo della "questione
K2", ma ne traccia la storia della conquista, a partire dai
tentativi di Eckenstein e Crowley nel 1902, poi quella del
1939 di Wiessner, seguita nel 1953 di Houston, poi nucleo
centrale la conquista con Desio nel 1954, la spedizione Messner
del 1979 3 infine quella del 1986 di Herrligkoffer con l'exploit
di Kukuczka.
Messner ha inserito anche
alcuni capitoli di K2, scritti con Alessandro Gogna,
nei quali narra la sua spedizione leggera del 1979 e la conquista
della vetta senza ossigeno.
Questo capitolo é entusiasmante, le emozioni che suscita
sono forti e immediate e appaiono quasi in contrasto con la
descrizione dell'impresa che l'autore fa oggi a distanza di
25 anni...
Sembra di aver a che fare con due autori diversi, la descrizione
del 1979 ci mostra un autore convinto di avere fatto tutto
nel migliore dei modi, senza alcuna sbavatura. In questo di
oggi Messner si critica in certe sue decisioni, sembra persino
sarcastico verso se stesso, con un'autoironia che non aveva
mai mostrato fino a ora.
La seconda parte di questo libro si
presenta come Cronologia storica, nella quale troviamo
la descrizione riassuntiva dei maggiori tentativi, fruttuosi
o meno, un glossario dei protagonisti e dei luoghi principali,
poi una sintesi cronologica del K2 e delle spedizioni che
si sono susseguite dal 1892 al 2003 e tutti i nomi di coloro
che sono giunti in vetta.
© Filippo
Zolezzi
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