| Sopra e sotto
Storie di montagna
Hans Kammerlander
Corbaccio
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| La copertina, lo splendido
K2 |
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Ci sono libri che arrivano
dopo lunga attesa, annunciati da molti squilli di tromba e
che si rivelano poi anche abbastanza deludenti, ce ne sono
altri che arrivano all'improvviso, senza alcuna previsione,
ma che generano meraviglia nell'aprirli ed emozione nella
lettura...
Sopra e sotto
fa parte di questi ultimi, quei libri inaspettati che ti rappacificano
col mondo, specie dopo una raffica di pubblicazioni rissose
e piene di polemiche dedicate al cinquantenario del K2, un
libro che ti fa terminare i lavori casalinghi con fretta per
potersi sedere con calma a leggerne qualche capitolo.
L'autore, Hans Kammerlander,
é uno dei maggiori alpinisti in attivitá, ha
raggiunti 13 dei 14 ottomila del mondo, é sceso con
gli sci dall'Everest ed egli stesso si é definito malato
di montagna; é un personaggio diverso da altri
volti noti dell'alpinismo, fortissimo, ma timido, non ama
essere al centro dell'attenzione dei media, ma piuttosto le
sue montagne e il silenzio che le circonda.
Questo libro é
la raccolta di racconti e di aneddoti accaduti all'autore
nel corso della sua attivitá di alpinista, sono storie
semplici, a volte incredibili, di fatti apparentemente impossibili
o grotteschi, narrati con un'autoironia e una vis comica straordinaria,
che rendono Sopra e sotto degno di Paperissima,
vi confessiamo che non siamo riusciti a trattenerci da risate
sfrenate leggendo quanto narrato, in certi episodi sembra
di leggere Tre uomini a zonzo di Jerome.
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| L'incontro con l'orso... |
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I racconti sono stati
pazientemente raccolti e poi trascritti da Ingrid Beikircher,
che ha avuto la pazienza e la fortuna di ascoltare Hans raccontare
queste cose nell'arco di circa 25 anni e, finalmente, ne é
nato queto libro, possiamo dire per nostra fortuna!
Inoltre i racconti sono impreziositi
da dodici disegni di Raimund Prinoth, che ne interpreta molto
bene lo spirito e riesce a completarne ulteriormente lo spirito
e dei quali riproduciamo quello dell'incontro con l'orso.
Vi riportiamo un brano
di un racconto, cosí da comprendere meglio lo stile
e il contenuto del libro: "Per una piccozza mi mancavano
gli spiccioli, ma avendo trovato nel nostro granaio un attrezzo
simile, avevo pensato di risolvere il problema usando quello...
Ero emozionato perché non avevo idea cosa mi aspettasse
e in silenzio ci eravamo avviati alla sella delle Mésule.
Non appena Werner si era accorto della mia cosiddetta "piccozza
da ghiaccio" era stata la fine. Per commentare mi aveva chiesto
se per caso ero un cercatore d'oro o se avessi intenzione
di abbattere tutti gli abitanti della Zillertal: con un attrezzo
tanto pesante e privo di punta avrei potuto fare al massimo
lo stradino, non certo affrontare una parete di ghiaccio....
Werner era andato per primo sulla parete e io lo avevo guardato
con ammirazione. Impacciato e insicuro l'avevo seguito a tentoni
e quindi era stata solo questione di tempo; a un certo punto
avevo puntato male il rampone ed ero scivolato. Con la mia
piccozza da giardino non ero riuscito a tenermi e avevo fatto
un pendolo di una trentina di metri e nel fare questo la punta
di un rampone mi si era ficcata nel polpaccio sinistro...
© Filippo
Zolezzi
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