NARRATIVA

Casimiro Ferrari

L'ultimo re della Patagonia

Collana: Le Boe

Autore: Alberto Benini

Euro 14,60

Formato: 14 x 21cm

Pagine: 220

Editore: Baldini Castoldi Dalai

 

 

Casimiro Ferrari

L'ultimo re della Patagonia

Alberto Benini

Baldini Castoldi Dalai

casimiro ferrari
La copertina

 

Troviamo molti libri dedicati a personaggi noti per il loro andare per monti, essi stessi ne scrivono alcuni (o si fanno aiutare a farlo), spesso sono conosciuti anche da chi di montagna non ne sa quasi nulla e poi ci sono personaggi più schivi, che non vivono nella luce della celebritá, ma non per questo meno validi e degni di ricordo dei primi... Casimiro Ferrari é uno di questi!

I Ragni di Lecco sono uno dei gruppi alpinistici piú: famosi nel mondo, in 50 anni hanno ottenuto risultati straordinari, evidenziando talenti e abilitá sopraffine e Ferrari ne é, uno degli interpreti principali.

Casimiro Ferrari é, la storia di un uomo nato in montagna e fatto per vivere in montagna, appassionato , anzi roso dal desiderio di salire sempre, di vincere le leggi della gravitá di mettersi in discussione continuamente, raggiungendo e superando limiti sempre piú elevati.

A Lecco il giovane Casimiro aveva esempi come Riccardo Cassin e poi Il Bigio Carlo Mauri e come non cercarne l'emulazione, con lo spirito stesso che ha dato vita al Gruppo dei Ragni? Giorno dopo giorno, parete dopo parete i risultati sono stati sempre maggiori.
ragni di Lecco
Casimiro Ferrari con l'inconfondibile maglione dei Ragni

Casimiro non é personaggio molto "fotogenico", dovremmo dire, orrendamente, "librogenico": il suo carattere abbastanza chiuso e apparentemente scontroso non ne fanno un trascinatore di entusiasmi, ma pagina dopo pagina l'autore Alberto Benini riesce a farlo amare e apprezzare per quell'uomo rude solo esternamente, ma profondamente umano nel suo interiore.

"L'ultimo re della Patagonia" cita il sottotitolo e lui lo fu veramente: una prima via tremenda sul cerro Torre, un'altra sul Fitz Roi e innumerevoli su tante altre montagne meno note al grande pubblico, ma non per questo meno belle o impagnative, Ferrari fu uno dei maggiori interpreti della Patagonia, terra alla fine del mondo, difficile da raggiungere, spazzata da venti fortissimi, con pochi giorni di bel tempo all'anno, ma in grado di rapire lo spirito per sempre.

 
Casimiro Ferrari sul granito verticale della parete est del Fitz Roy

 

Spirito libero, uomo dei grandi spazi, Casimiro Ferrari ha lottato per molti anni con un compagno di viaggio tra i piú indesiderabili e nonostante esso fece imprese storiche, meritandosi l'appellativo di el jefe, il capo, e con questo soprannome era conosciuto in Patagonia, terra durissima, ma affascinante, e lui ne é un personaggio da Polvere nelle scarpe, il bellissimo libro di Silvia Metzeltin e Gino Buscaini che descrive i commoventi attori di questa terra cosí lontana e desolata, ma pure affascinante...

Pensiamo che questo libro meriti molto di essere letto: ci permette di conoscere un uomo, anzi un Uomo con la U maiuscola, ecco una sua frase: "Mi trabajo siempre me ha dado de comer. La montana me ha dado de vivir" (Il mio lavoro mi ha sempre dato da mangiare. La montagna mi ha dato da vivere).
Concludiamo con le parole scritte sul retro-copertina del libro che Walter Bonatti ha voluto rivolgere a Casimiro Ferrari: "La Patagonia, terra elettiva di Casimiro, si, lo aveva indubbiamente forgiato come grande alpinista, ma soprattutto aveva fatto di lui, già tanto sensibile e ricettivo, un uomo libero, in assoluta armonia con la natura e con se stesso".

 

© Filippo Zolezzi