| Casimiro Ferrari
L'ultimo re della Patagonia
Alberto Benini
Baldini Castoldi Dalai
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| La copertina |
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Troviamo molti libri
dedicati a personaggi noti per il loro andare per monti, essi
stessi ne scrivono alcuni (o si fanno aiutare a farlo),
spesso sono conosciuti anche da chi di montagna non ne sa
quasi nulla e poi ci sono personaggi più schivi, che
non vivono nella luce della celebritá, ma non per questo
meno validi e degni di ricordo dei primi... Casimiro Ferrari
é uno di questi!
I Ragni di Lecco sono uno
dei gruppi alpinistici piú: famosi nel mondo, in 50
anni hanno ottenuto risultati straordinari, evidenziando talenti
e abilitá sopraffine e Ferrari ne é, uno degli
interpreti principali.
Casimiro Ferrari
é, la storia di un uomo nato in montagna e fatto per
vivere in montagna, appassionato , anzi roso dal desiderio
di salire sempre, di vincere le leggi della gravitá
di mettersi in discussione continuamente, raggiungendo e superando
limiti sempre piú elevati.
A Lecco il giovane Casimiro aveva
esempi come Riccardo Cassin e poi Il Bigio Carlo Mauri e come
non cercarne l'emulazione, con lo spirito stesso che ha dato
vita al Gruppo dei Ragni? Giorno dopo giorno, parete dopo
parete i risultati sono stati sempre maggiori.
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| Casimiro Ferrari con l'inconfondibile maglione dei Ragni |
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Casimiro non é
personaggio molto "fotogenico", dovremmo dire, orrendamente,
"librogenico": il suo carattere abbastanza chiuso
e apparentemente scontroso non ne fanno un trascinatore di
entusiasmi, ma pagina dopo pagina l'autore Alberto
Benini riesce a farlo amare e apprezzare per quell'uomo
rude solo esternamente, ma profondamente umano nel suo interiore.
"L'ultimo re della
Patagonia" cita il sottotitolo e lui lo fu veramente:
una prima via tremenda sul cerro Torre, un'altra sul Fitz
Roi e innumerevoli su tante altre montagne meno note al grande
pubblico, ma non per questo meno belle o impagnative, Ferrari
fu uno dei maggiori interpreti della Patagonia, terra alla
fine del mondo, difficile da raggiungere, spazzata da venti
fortissimi, con pochi giorni di bel tempo all'anno, ma in
grado di rapire lo spirito per sempre.
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| Casimiro Ferrari sul granito
verticale della parete est del Fitz Roy |
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Spirito libero, uomo dei grandi spazi,
Casimiro Ferrari ha lottato per molti anni con un compagno
di viaggio tra i piú indesiderabili e nonostante esso
fece imprese storiche, meritandosi l'appellativo di el
jefe, il capo, e con questo soprannome era conosciuto
in Patagonia, terra durissima, ma affascinante, e lui ne é
un personaggio da Polvere
nelle scarpe, il bellissimo libro di Silvia Metzeltin
e Gino Buscaini che descrive i commoventi attori di questa
terra cosí lontana e desolata, ma pure affascinante...
Pensiamo che questo libro meriti molto
di essere letto: ci permette di conoscere un uomo, anzi un
Uomo con la U maiuscola, ecco una sua frase: "Mi trabajo
siempre me ha dado de comer. La montana me ha dado de vivir"
(Il mio lavoro mi ha sempre dato da mangiare. La montagna
mi ha dato da vivere).
Concludiamo con le parole scritte sul retro-copertina del
libro che Walter Bonatti ha voluto rivolgere a Casimiro Ferrari:
"La Patagonia, terra elettiva di Casimiro, si, lo aveva
indubbiamente forgiato come grande alpinista, ma soprattutto
aveva fatto di lui, già tanto sensibile e ricettivo,
un uomo libero, in assoluta armonia con la natura e con se
stesso".
© Filippo
Zolezzi
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