| I diari di Rubha Hunish
Brevi saggi sull'interruzione
del pensiero in viaggio
Davide Sapienza
Baldini Castoldi Dalai
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| La copertina |
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"Beh, troverai "I Diari...", come
dire, un po' particolari.
Non Ï un libro di montagna, nÏ di viaggio in senso classico
... ti dirÉ, non so ancora bene io cos'Ï! E' UN LIBRO. Spero
...".
Con queste parole l'autore mi ha candidamente presentato la
sua opera e l'attenzione, giá attratta dal titolo e
dalla figura di copertina, ha finito per rimanervi invischiata
come una farfalla nella tela di un ragno...
Quando si recensiscono libri, specie
quando se ne esaminano parecchi, come qui in Alpinia,
si tende sempre a inserire le opere in categorie, magari non
dichiarate, ma almeno personali: operazione semplice con le
guide, un pelino piú impegnativa con quelli fotografici
e storici, di impegno con quelli di narrativa, perché
occorre leggere bene il libro, cercare di entrare nell'autore
e nelle sue motivazioni, tentare di interpretarne il messaggio,
ma con I diari di Rubha Hunish tutte le regole
precedenti non valgono, purtroppo, o per fortuna...
Questo non é
un "libro di viaggi" ma un "libro che viaggia". E' un diario
che ha viaggiato attraverso di me per un periodo di sei anni.
il mio esplorare é sempre stato interessato a riconoscere
ció che l'istinto, l'immaginazione e l'esperienza riescono
a proiettare sul territorio, fisico-artistico-umano (Frasi
dell'autore sul frontespizio dell'opera). Frasi che non
hanno certamente alzato il velo sulle domande che cominciavano
a porsi in me sbirciando qui e lá nel libro, che pensavo
di mettere un pochino a stagionare sulla pila degli arrivi,
giusto un mesetto o due, come accade solitamente, come un
buon vino lasciato un pochino invecchiare, ma con quest'opera
tutte le regole son saltate e mi sono ritrovato a leggere.
A volte ci sono libri
che si iniziano e si incollano alle dita: non riesci a staccarti
da essi finché non li finisci, son quelli che chiamo
i libri per la notte (che trascorre insonne), con le pagine
che si inseguono rabbiose e veloci e che ti lasciano stanco
morto al mattino, ma soddisfatto, ma anche qui Ruhba Hunish
si é rivelato diverso da quasi tutti gli altri, infatti
possiede una dote rara, quella di volere molte soste nella
lettura, con l'interruzione e la rilettura di pagine o capitoli.
Per me questa é una dote che caratterizza solo i libri
veramente straordinari, diversi dalla massa, per contenuti
e ispirazione.
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| Davide Sapienza - Rubha Hunish |
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Dopo esserti immerso in questa lettura,
presto ti accorgi che Davide Sapienza riesce a farti
vivere le sue emozioni, anzi ti coinvolge nel suo modo di
procedere: "come gli animali, non vado mai, o quasi mai
in linea retta...mi perderei troppe cose ..." un procedere
a zig zag, senza una linea precisa da seguire, infatti le
pagine del diario non seguono un ordine cronologico, ma sono
suggestioni che l'autore ti dona in modo sparso.
Pagina dopo pagina ti accorgi che
l'autore non ti descrive i suoi viaggi, ma che ti sta presentando
"IL VIAGGIO", quel partire continuo che vive nell'angolo remoto
dell'anima di ognuno di noi, un frangere e rifrangere di ondate
che trascina con sé il rombo della risacca.
Con un pochino di azzardo
si potrebbe anche dire che leggere questo libro é, un
po' come osservare positivamente i difetti altrui, non per
fare critiche , ma, con effetto specchio, osservare le mancanze
negli altri e riuscire cosí vederli ancora piú
ampi dentro di noi, lo stesso accade nel libro perché
molte riflessioni dell'autore le possiamo fare nostre.
All'inizio della lettura ci si puó
domandare perché l'autore abbia scelto il nome Rubha
Hunish per il suo titolo e protagonista, chi potesse essere
questo misterioso e avventuroso viaggiatore, poi nel leggere
il libro ci si rende presto conto che Rubha Hunish é
proprio lui , Davide
Sapienza
Infine, al termine del
libro, scopri la rivelazione: Rubha Hunish sei tu
stesso, il Viaggio lo stai percorrendo tu, camminando per
i sentieri del mondo, magari anche senza aver lasciato la
poltrona nemmeno per un attimo, Sapienza ha agevolato il "riscoprire
te stesso", ti ha aiutato in questo percorso denso di
trappole e trabbocchetti... questo é un libro imperdibile,
veramente!
© Filippo
Zolezzi
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