| Quando suonó la
campana
Willy Jervis
(1901-1944)
Lorenzo Tibaldo
Claudiana
editrice
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| La copertina |
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Alpinista e ingegnere all'Olivetti,
Willy Jervis fa parte della storia partigiana del Piemonte:
membro del Partito d'Azione, aiutó a espatriare in
Svizzera prigionieri anglo-americani e gruppi di ebrei.
A causa della sua attivitá
considerata sovversiva e antipatriottica dagli avversari politici,
fu catturato, torturato e imprigionato, alla fine fu trucidato
dai nazifascisti nel 1944.
Jervis é cresciuto in ambiente
evangelico, sulla cui fede aveva fondato la sua idea laica
di libertá; Willy Jervis come detto era ingegnere all'Olivetti
di Ivrea, che all'epoca era considerata un covo di socialisti,
nemici del fascismo, che lui proprio per i suoi ideali di
libertá non accettó mai.
Questo libro ce ne descrive le caratteristiche
umane e spirituali, ereditate anche dal nonno garibaldino,
ma non violento, che aveva sempre rifiutato di portare armi,
Willy aveva un carattere riservato, dotato di grande pudore
e di dignitá personale, di compostezza e di misura
verso se stesso e gli amici; dimostrava la sua dolcezza con
grande semplicitá.
Willy Jerwis era un grande
appassionato di montagna ed un ottimo scalatore: partendo
dalla passione nata nelle sue valli valdesi, fece molte scalate,
a partire dall'impegnativa Nord del Monviso, poi Cervino,
Grand Combin, Dent des Bouquetins, Dent d'Herin, Nordend,
Doufour e tutti 4000 del Rosa, Dent Blanche, Bianco e alla
montagna lui lega il suo ideale di libertá.
Gli amici partigiani,
il CAI UGET Val Pellice e la 5 divisione Alpina Giustizia
e Libertá lanciarono l'iniziativa di costruire un rifugio
che potesse onorarne la memoria e il rifugio a lui intitolato
é stato edificato nella Conca del Pra, nel gruppo Palavas-Monte
Granero, nel comune di Bobbio Pellice.
© Filippo
Zolezzi
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