Narrativa

Oltre la montagna

Collana: Campo/Quattro

Autore: Steve House

ISBN 978-88-8068-477-0

Euro 18,60

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 352

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 

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Oltre la montagna

Steve House

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

Steve House è di sicuro, al momento attuale, uno dei più forti scalatori di alta quota che vanno in montagna, le sue ascensioni sono sempre molto innovative e irte di difficoltà, tralasciamo la frase con cui Messner lo ha presentato al Barnum dell'IMS: Attualmente il miglior alpinista d'alta quota del mondo, infatti meriti di House vanno ben oltre ai roboanti il più... veloce a salire, il più giovane a tentare Y, il più baffuto a ecc. ecc....

Quest'opera appare nella collana Campo/Quattro, diretta in modo accorto da Alessandro Gogna e Alessandra Raggio, ci sembra che essa rappresenti una nuova identità per l'editrice Priuli & Verlucca, che tanto apprezziamo, infatti con questo libro essa si distacca dal suo specifico di editrice di libri di cultura alpina di nicchia, bellissima ma riservata a un'elite di quasi adepti e le stupende opere fotografiche, per entrare nella grande narrativa di montagna, un gesto che non può che avere tutta la nostra approvazione!

Priuli, per primo in Italia, ci presenta House, questo americano che ha salito per primo la parete più alta del mondo, la Rupal del Nanga Parbat di 4500 metri di dislivello e dalle difficoltà estreme.

Il libro è impressionante, House descrive salite che sembrano appartenere al disumano, bivacchi spietati e tremendi, fughe e ritorni come dall'aldilà, in un'opera che non lacerà delusi gli appassionati di questo genere di scalate.

Non ci si può però esimere da qualche riflessione di tipo etico: dove sta andando l'alpinismo? A che livello si trova ora? Ha ancora qualche legame con la celeberrima frase di Mummery "Absolutely inaccessible by fair means", assolutamente insuperabile con mezzi onesti, oggi la barriera dell'impossibile sembra essere solo la morte dell'alpinista... siamo distanti anni luce dalle parole di Emilio Comici verso gli anni '40:...in montagna si deve andar per provar sensazioni belle e sane e cioè per vivere e non per morire. (Per crudele ironia della sorte, Comici cadde in un modo che ancora oggi appare incredibile quanto banale)

Chi ama i grandi racconti di montagna, le vere epopee, non tralasci di leggere questo libro, lo troverà enormemente differente dalle opere di Desmaison, di Cassin, di Bonatti, di Frison-Roche, di Terray, per citarne solo alcuni, perchè differente è l'alpinismo oggi da allora, piaccia o non piaccia esso ora è così.

Filippo Zolezzi