Narrativa

Deep Play

Collana: I Rampicanti

Autore: Paul Pritchard

ISBN

Euro 16,00

Formato: 15 x 21 cm cm

Pagine: 208

Editore: Versante Sud Editrice

 

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Deep Play

Paul Pritchard

Versante Sud Editrice

 

la copertina
Paul Pritchard è l'autore di Deep Play (Londra 1997), vincitore del Boardman Tasker Award for Mountain Literature del 1997, ma la cosa strana é che questa famosa opera esce in Italia ben quattro anni dopo Totem Pole, pubblicato nel 2001, nel quale lo stesso autore racconta il suo drammatico incidente in Tasmania, le gravissime lesioni e la faticosa, ma caparbia, lotta per un recupero almeno parziale delle proprie capacitá; ora l'Editrice Versante Sud ha colmato questa lacuna, diremmo persino grave, proponendo anche in italiano questa straordinaria raccolta di racconti di questo singolare e fortissimo climber.

Nato in cima a una cava e adolescente ai tempi in cui il lavoro nel Regno Unito scarseggiava, Paul Pritchard rappresenta lo scalatore disoccupato per antonomasia, colui che viveva di scalate finanziandosi con gli assegni di disoccupazione.
Vilipeso da alcuni per non condurre uno stile di vita piõ tradizionale, in Deep Play Pritchard giustifica l°investimento statale con un resoconto eloquente e avvincente delle pressioni e delle ricompense dell°arrampicata moderna.

La crescita di Pritchard come scalatore prende forma gradualmente, dai suoi esordi nel Peak District in Inghilterra al suo trasferimento nel Galles del Nord, dove iniziÉ a farsi un nome sulle scogliere di Anglesey.
Nel 1987, in Scozia con Johnny Dawes, Pritchard scalÉ in libera The Scoop, la via aperta in artificiale sulla strapiombante parete di Sron Ulladale.
Nel 1992 con Simon Yates, Noel Craine e Sean Smith, Pritchard partø per la Patagonia dove realizzÉ una nuova grande via sulla parete Est della Torre Centrale del Paine.
Seguirono altre salite, notevoli ripetizioni, prime ascensioni e talvolta semi-sconfitte sul filo della morte, sul Mount Asgard, in Yosemite, a Bariloche, sulle Torri di Trango e sul Meru; nuovi viaggi in Patagonia e altre nuove vie nel Regno Unito.

Ma se il suo curriculum di scalatore é impressionante, non meno brillante é il suo talento di scrittore.
Egli riesce a coinvolgere il lettore nelle sue esperienze con vivida e sorprendente immaginazione, con uno stile in prosa veloce che infrange ogni regola e lascia senza fiato.
Come per Mark Twight, anche per Paul Pritchard abbiamo qualche riserva sullo stile di vita e non ne apprezziamo interamente le scelte, ma ne ammiriamo totalmente la volontá e il desiderio di riabilitazione post-incidente (ma quanti incidenti e fratture questo ragazzo...), terminato questo Deep play vi consigliamo di leggervi anche Totem Pole, edito da CDA & Vivalda.

Filippo Zolezzi