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Achille Ratti

Il prete alpinista che diventò Papa

Collana:

Autore: Domenico Flavio Ronzoni

ISBN 978-88-7511-113-7

Euro 25,00

Formato: 17 x 24 cm

Pagine: 217

Editore: Bellavite A.G.

 

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Achille Ratti

Il prete alpinista che diventò Papa

Domenico Flavio Ronzoni

Bellavite A.G.

 

la copertina

Achille Ratti, prima di diventare Papa Pio XI, fu un grande appassionato di montagna e un buon alpinista, fece un discreto numero di ascensioni soprattutto sul Rosa e nella Valpelline, ma anche sul Bianco e nel gruppo del Monviso.

In Valpelline non è raro trovare epigrafi a lui dedicate su alpeggi e case, a lui è stata persino dedicata una piccola punta sopra Ollomont, al cospetto del Grand Combin e della Gran Testa di By.

Don Ratti appartiene a quel filone del clero appassionato di alpinismo, quali gli abbè Henry e Gorret, il canonico Carrel in Valle d'Aosta, don Gnifetti e don Ravelli in Val d'Ossola e moltissimi altri, appassionati di salite che vedevano come un'elevazione a Dio, del corpo e dell'anima.

Abbiamo tutti negli occhi le imamgini di Giovanni Paolo II sulle montagne, nele sue vacanze annuali in Val d'Aosta o sul Gran Sasso, con gli sci, o col bastone, ma, la qualifica di “Papa alpinista”, ben prima di lui l’aveva guadagnata un suo predecessore, Pio XI che fu papa dal 1922 al 1939 e che, quando era semplicemente don Achille Ratti, fu alpinista autentico e riconosciuto.

Il libro rievoca la passione per la montagna di questo papa nell’approssimarsi, nel 2009, di ben quattro anniversari che lo riguardano: il settantesimo della sua morte (1939), l’ottantesimo della firma dei Patti Lateranensi (1929), il centoventesimo della sua ascensione al Monte Rosa (1889, prima italiana dal versante di Macugnaga, col raggiungimento della punta Dufour e la successiva discesa a Zermatt) e il centotrentesimo della sua prima messa (1879).

Molto interessante è la riproduzione in questo libro della sua opera Scritti alpinistici, pubblicati nel 1923, nella quale papa Ratti descrive le sue ascensioni sulla Punta Dufour sul Rosa, sul Cervino da Zermatt, sul Monte Bianco, sul Vesuvio, sul Monviso.

Filippo Zolezzi