Storia Cultura Etnografia

Val Rosandra

Capolavoro della natura

Collana:

Autore: Spiro Dalla Porta Xydias

ISBN 978-88-96940-310

Euro 12,00

Formato: 21 x 15 cm

Pagine: 102

Editore: Luglio Editore

 



 

Val Rosandra

libro del cuore

Capolavoro della natura

Spiro Dalla Porta Xydias

Luglio Editore

 

la copertina

In ogni posto bisognerebbe esserci stati per poterne parlare con proprietà, per la Val Rosandra questo ragionamento è ancora più indicato.

Il grande Spiro è triestino ed è uno dei massimi esperti di essa, ma possiamo dire che ne è soprattutto uno dei maggiori innamorati e vi assicuriamo che una volta vista, essa non vi lascerà indifferenti...

Questo piccolo libro ad album avrebbe dovuto essere pubblicato nel 2009, come grido di dolore per lo scempio della linea ad alta velocità del Corridoio 5, poi fortunatamente spostato a monte il tracciato, è rimasto nel cassetto per un pò, ma per fortuna ora vede la luce.

L'autore è appunto innamorato della stupenda Rosandra, un bel nome femminile pure..., la descrive come si potrebbe fare con la donna a cui si è donato il cuore, il libro è quasi una poesia che sgorga dallo spirito di un amante mai domo.

Nell'opera Spiro ci parla degli uomini e delle donne che in Val Rosandra hanno lasciato cuore e sentimenti, a partire dall'esteta della montagna Emilio Comici, al quale è dedicato il più basso rifugio delle Alpi, infatti è circa al livello del mare e che qui ha fondato la prima scuola di roccia d'Italia, ma prima ancora Napoleone Cozzi, Gianni Stuparich e poi i famosissimi bruti, per arrivare al dopoguerra con Berto Pacifico, Enzo Cozzolino, Tiziana Weiss, Bianca Di Beaco e Jose Baron, considerato con Spiro Dalla Porta Xydias uno degli ultimi custodi della Valle.

L'autore ha compiuto la venerabile età di 94 anni, ha ancora una visione lucidissima della realtà e cristallina proprietà dei suoi ricordi, anzi potremmo azzardare che col tempo continua a migliorare e si erge, purtroppo sempre più solitario, a paladino dell'etica dell'alpinismo e dell'andare in montagna.

 

© Filippo Zolezzi