Narrativa

DUEMILA METRI DELLA NOSTRA VITA

Le due facce del Cerro Torre

Collana: I Licheni

Autore: Cesare e Fernanda Maestri

ISBN 978-88-7480-163-3

Euro 19,00

Formato: 12 x 20 cm

Pagine: 192

Editore: Vivalda Editori

 

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DUEMILA METRI DELLA NOSTRA VITA

imperdibile
di marzo 2012

Le due facce del Cerro Torre

Cesare e Fernanda Maestri

Vivalda Editori

 

la copertina

Dopo 40 anni, riappare questo libro, per merito di Vivalda Editori, che lo aveva già riproposto una decina di anni orsono, questo straordinario duetto, scritto dai coniugi Maestri dopo la salita al cerro Torre lungo la cosiddetta via del Compressore.

Maestri e Torre due nomi legati per sempre, anche se non in modo voluto, straordinaria appare la coincidenza che vede appena dopo la pubblicazione del libro, il riaccendersi delle polemiche del Torre, dopo la bravata di due americani, che hanno schiodato tale via...

Ma non è nostra intenzione parlare delle polemiche, che secondo noi servono solo a cercare di dare un pò di notorietà a qualche povero tapino che ancora non ne ha, o a qualche presuntuoso che forse ne ha anche troppa, bensì parlare di un'opera che è veramente emozionante e commovente.

E' un libro scritto a quattro mani: lo scalatore Cesare, che oramai punto nell'orgoglio e avvelenato dalle critiche per le accuse, non accompagnate da alcuna prova, decide di salire ancora una volta sul Torre, e dall'amata moglie Fernanda, che lo aspetta trepidante a valle, a Rio Gallegos, al termine del mondo.

Sono tre mesi di sofferenza, di sforzi disumani per il team di alpinisti che cerca di farsi strada su di una montagna che dire ostile sarebbe un complimento, Cesare ha deciso l'assurdità del compressore, una bestia da oltre un quintale per fare buchi nella roccia e piantare spit, la moglie passa lo stesso tempo quasi senza notizie, con il timore di rimanere lei vedova e il figlio Gian orfano.

Sono pagine di amore sublime e anche di disappunto, a volte di odio profondo, tra i novelli Ulisse e Penelope, ma l'odio è solo una patina apparente, perchè dentro vi è un amore struggente e profondo, che forse i polemisti farebbero bene a provare almeno una volta nella vita e probabilmente sarebbero meno aspri.

Certo è che mai abbiamo potuto leggere pagine alpinistiche così improntate all'amore, se non in opere dedicate al marito o al compagno ormai scomparso, merita veramente di essere letto, perchè elevo decisamente sopra la bassa tenebra delle nuvole del mugugno e delle critiche e ci fa conoscere un Maestri molto più bello e certamente primo salitore nella conquista dell'amore.

PS se non trovi la prova che Dio esiste, non significa automaticamente che Egli non esista, così allo stesso modo, se tu non riesci a salire un monte, o salito in vetta ad esso, non trovi la bottiglia col messaggio dentro o un vecchio chiodo del presunto salitore, ciò non vuol dire che lui non ci sia salito...

Filippo Zolezzi