Narrativa

Scalate nelle Alpi

Collana: I Licheni

Autore: Giusto Gervasutti

ISBN

Euro 12,00

Formato: 12,5x20 cm

Pagine: 228

Editore: Vivalda Editori

 

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Scalate nelle Alpi

imperdibile
di settembre 2005

Giusto Gervasutti

Vivalda Editori

 

gervasutti
la copertina
Tutto quello che mi circondava, immobile e fermo, era assente. e allora mi sorse di nuovo istintiva la domanda: "Perché?". La risposta non venne e forse non verrá mai."
Questa frase compare nell'ultimo capitolo di Scalate nelle Alpi, capitolo che da solo merita, a nostro parere, l'acquisto di questo libro.

Immaginiamo i preparativi per una spedizione tipo quella di Shackleton, ognuno prepara il proprio baule ricolmo di quanto si pensa potrá, occorrere e visto l'interminabile notte polare, non possono mancare dei libri: noi sceglieremmo tra i classici dell'alpinismo: Whymper, La salita del Cervino, Mummery Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso, anche questo ristampato pochi anni fa in questa stessa collana (caro Crivellaro, curatore di questa bellissima collana, gli appassionati di montagna non possono che esserle grati per queste ristampe straordinarie...) e anche quest'opera unica di Gervasutti, Imperdibile non solo come nostra qualifica.

Di Giusto Gervasutti é scritto e detto molto, ma in realtá di lui si conosce abbastanza poco, forse anche a causa del suo carattere schivo e poco propenso al mettersi in mostra; viene ricordato con il soprannome il fortissimo, che peró non si sa se gli sia stato assegnato per ammirazione o con una sorta di scherno, un altro alone di mistero che avvolge questo alpinista, non ultima una certa antipatia verso il suo atteggiamento politico dell'epoca, non ipercritico, a posteriori, verso il regime fascista e la non appartenenza alla resistenza come ad esempio invece Riccardo Cassin...

Come Mummery, anche Giusto Gervasutti ha scritto il suo libro, analogo anche nel titolo, poco prima di immolarsi in parete, un testamento spirituale, un racconto di se stesso, forse presentimento della fine imminente, il mistero prosegue...

gervasutti
Gervasutti da esempio di stile alla Dülfer


Come giá detto, per noi questo libro non puó assolutamente mancare nello scaffale dell'appassionato di montagna: Scalate nelle Alpi appartiene a quel filone eroico dell'alpinismo che oggi sembra irrimediabilmente perduto, uno stile e una ricerca che dista anni luce da quello odierno, dove si festeggiava ancora a spumante e vino e non a canne o peggio.

Gervasutti si descrive senza superbia, ma anzi evidenzia la prudenza come proprio limite, il rispetto della propria vita, la ricerca della sicurezza nella salita, se di sicurezza si puó parlare in molti casi..., la dimostrazione sembra essere la perdita della prima ascensione sulla tanto corteggiata Nord della Jorasses, eppure la sua fine appartiene ancora al mistero, una caduta in una banale corda doppia...

Corde di canapa, giacche di panno, scarponi chiodati e pedule di feltro (proprio l'autore destó scalpore indossando tra i primi prototipi di suole Vibram), attrezzi rudimentali che oggi nemmeno il turista meno abbiente indosserebbe, eppure sono quegli stessi oggetti che hanno permesso di risolvere tutti i maggiori problemi delle Alpi e che ritroviamo, affascinanti, in quest'opera.

Concludiamo con una citazione tratta in occasione della conquista della Parete Est della Jorasses, uno dei suoi capolavori, che ne descrive il carattere, che ci fa molto riflettere:
"Le difficoltá ora sono proprio finite...Raggiungiamo la vetta alle 11... Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria.La meta raggiunta é giá superata. Direi quasi con un senso di amarezza per il sogno divenuto realtá. Credo che sarebbe molto piú bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai..." .

Filippo Zolezzi