Narrativa

Il settimo senso

Collana: Oltre confine

Autore: Kurt Diemberger

ISBN 978-88-96822-41-8

Euro 21,00

Formato: 16 x 24 cm

Pagine: 340

Editore: Alpine Studio

 

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Il settimo senso

imperdibile
di novembre 2012

Kurt Diemberger

Alpine Studio

 

la copertina

Ogni volta che compare sulla scena una nuova opera di Kurt Diemberger bisogna fare festa! Infatti il grande Kurt non è mai ripetitivo, non annoia, non angoscia il lettore con masturbazioni mentali su avvenimenti del proprio vissuto, ma riesce ad affascinarlo e a fargli vivere emozioni straordinarie...

"Der siebte Sinn", il settimo senso è per me il richiamo che ti induce a salire verso l'alto e che si contrappone alla voce che ammonisce e contrasta la prudenza suggerita dal sesto senso (Dall'introduzione dell'Autore).

Abbiamo dedicato a Kurt la seconda edizione del Festival La Magnifica Terra, festeggiando con lui i suoi splendidi 80 anni e questo libro è differente da tutti gli altri, lui rivela particolari e storie che aveva sempre tenuto nel suo spirito e che adesso ci dona qui.

Pensiamo che nessuno meglio di Roberto Mantovani conosca Diemberger scalatore e per questo motivo vi mettiamo qui una parte della sua Prefazione al Settimo senso:
Il settimo senso occupa un posto a sé nella produzione letteraria di Kurt Diemberger. E un libro diverso da tutti gli altri e si muove su una lunghezza d'onda che non è quella abituale dell'autore. Anziché rincorrere solo grandi storie e i giorni epici in montagna, indaga su molti degli aspetti più misteriosi che hanno punteggiato la lunga carriera alpinistica ed esplorativa di Diemberger. Ripercorre momenti su cui, finora, Kurt ha spesso taciuto o, tutt'al più, ha sempre e solo accennato di sfuggita. Magari ne ha parlato con familiari e amici, ma mai in pubblico: né nelle sue conferenze, né nei suoi scritti.
Si tratta inoltre di un volume che, uscito in occasione del giro di boa degli ottant'anni di Diemberger, cerca di rispondere a molti degli interrogativi che spesso si sono fatti e continuano a farsi gli alpinisti di lungo corso, attivi sino in tarda età. Quesiti fondamentali, per chi frequenta le pareti alpine e la wilderness delle alte quote, che per Kurt hanno sempre costituito un motivo di riflessione.
Kurt Diemberger col vostro recensore...
Solo che stavolta l'autore è andato persino oltre le aspettative del lettore. Non si è limitato a raccontare e a ragionare su quel sesto senso fin troppo citato, che ha permesso ai grandi uomini di avventura e agli scalatori di punta di riuscire a trarsi d'impaccio nelle situazioni più impreviste.
Della "voce interiore" che - si dice - mette in guardia l'uomo in alcune circostanze, e delle sensazioni premonitrici che hanno accompagnato le gesta degli alpinisti, si è spesso parlato. C'è chi ha raccontato di aver percepito accanto sé, nell'aria sottile, la presenza di esseri misteriosi, chi ha detto di aver intravisto in anticipo, o "sentito" avvicinarsi una situazione pericolosa, anche quando le apparenze sembravano denunciare il contrario. Insomma, i récits d'ascension e la letteratura alpinistica è piena di esempi e di pagine in cui non manca il valore aggiunto di percezioni del genere che sovente, come ben sanno i lettori, contribuiscono a far lievitare il pathos dei racconti.
Anche Diemberger, nel libro, parla di sesto senso, di scansioni temporali che sembrano viaggiare in un'altra dimensione e di sensazioni inspiegabli. Si tratta di cose che il protagonista ha provato e vissuto sulla sua pelle. Ma anziché trattarle con il piglio della parapsicologia o con la sicumera di chi giura di essere tornato fra gli uomini dopo aver vissuto momenti esclusivi di grazia, Kurt - molto umilmente - preferisce continuare a porsi altre domande. Allinea i fatti e s'interroga, anziché pontificare; e, com'è nel suo carattere, molto spesso accompagna il dipanarsi dei suoi pensieri con la leggerezza dell'ironia, una caratteristica ormai rarissima nell'alpinismo della contemporaneità e, soprattutto, nel mondo degli eroi mediatici, che si prendono tutti maledettamente sul serio, magari auto convincendosi della propria esclusività assoluta.
./. Kurt è rimasto un ricercatore, un uomo attratto dall'ignoto, un curioso del mondo, incapace di accontentarsi di spiegazioni di comodo, sia nelle grandi come nelle piccole cose. Studiare, comprendere, vedere con gli occhi del cuore e della mente è da sempre la sua vera cifra.
Ma, come si diceva, nel libro l'autore non si ferma alle premonizioni del sesto senso. Diemberger, infatti, parla a lungo - al punto da dedicargli il titolo del libro - di un'altra facoltà che s'intreccia in maniera dialettica con quella che abbiamo appena citato. Il settimo senso. Di cosa si tratta? Di una spinta interiore dalla forza immensa. Di quell'impulso che ti permette di osare e di superare la barriera della paura, del timore, dell'insicurezza e, talvolta, della ragionevolezza. Una voce che è in grado di far tacere tutte le altre, e che si libera solo in alcune particolari circostanze, quando avverti che, pur rischiando, non può capitarti nulla di spiacevole. Solo allora puoi "andare oltre" con la certezza interiore che, pur muovendoti sul filo del rasoio, riuscirai a passare dove il percorso sembra impossibile.
Parlando di sesto e di settimo senso, l'autore si muove in un campo d'indagine che denuncia un'apertura degli stati di coscienza, quelle espe­rienze di picco in cui si supera la dualità (l'io e il resto del mondo) e si entra nel tutto.
L'alpinista, dice Diemberger, è spesso in bilico tra due pulsioni: quella che ti frena e l'altra, quella ti sprona ad andare avanti, a osare. Lì, in quel punto, sostiene, c'è il timone della vita. Ma il timoniere, in ogni caso, sei sempre tu. E l'uomo a scegliere la propria direzione.
«A te spetta il compito di sentire dove e in che modo realizzare la tua vita e come coglierne il momento giusto.» Parola di un mountain explorer che non ha mai smesso di avventurarsi nei territori dell'ignoto.
Roberto Mantovani

Filippo Zolezzi