Narrativa

Il richiamo del silenzio

Collana: Exploits

Autore: Joe Simpson

ISBN 978-88-6380-617-5

Euro 19,90

Formato: 14 x 21 cm

Pagine: 320

Editore: Corbaccio

 

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Il richiamo del silenzio

imperdibile
di aprile 2014

Joe Simpson

Corbaccio

 

la copertina

Milioni di persone hanno letto La morte sospesa di Joe Simpson, un'avventura impossibile eppure vera, appassionante, drammatica, bellissima nella sua implacabile ineluttabilità...

Se il precedente aveva dato uno scrollone ai lettori, questo che adesso stiamo recensendo sarà come un pugno nello stomaco: i libri che parlano di alpinismo, di salite straordinarie e anche di episodi drammatici, sono moltissimi, ma non ne abbiamo mai trovato uno che abbia come tema conduttore l'abbandono della montagna, lo smetter di scalare.

Lo stile di Simpson è straordinario: chiaro, pulito, senza giri di parole o arzigogoli che portano a spasso il lettore, perchè l'autore magari è carente di argomenti..., lui no, gli argomenti li ha sempre e li butta sul tavolo senza fraintendimenti e sono schiaffoni che arrivano.

E' naturale che chi parla delle proprie scalate mostri i lati migliori, l'alpinista è potenzialmente un super eroe, un iron man, o addirittura un semidio, qui ci troviamo dinnanzi a un uomo, semplicemente un uomo che ha paura, che invece che l'adrenalina sente scorrere nelle vene la paura e ci vuole un grande coraggio per riconoscere di avere paura, in un ambiente dove la debolezza è un handicapp tremendo.

L'autore, dopo circa 15 anni della vicenda sulla Siula Grande che lo ha reso famoso per la sua lotta per la vita in La morte sospesa, si sente sempre meno attratto dall'andare in montagna, o perlomeno crede questo, ad ogni rischio che corre il cuore gli grida di smettere; la descrizione del terrore su Alea iacta est , una salita su ghiaccio nelle Alpi Francesi, e la ripetizione a distanza di tempo, è a nostro parere uno degli esempi più alti di letteratura di montagna: l'autore è nudo da ogni forma di retorica tanto presente in questo genere letterario, non si sente un conquistatore, o un cavaliere del cielo, ma semplicemente un essere umano terrorizzato che non spera altro che riportare a casa la pelle, mai abbiamo letto una descrizione tanto onesta e bella della paura, mai...

L'opera, però non si ferma qui, questo è solo il capitolo iniziale, Joe è un Uomo, ci piace dirlo con la U maiuscola, perchè non in tanti se lo meritano, lo aveva già ampiamente dimostrato nelle precedenti opere, ricordiamo solo Ombre sul ghiacciaio, nel libro si susseguono i sentimenti di disperazione per gli amici persi sia in montagna che in altre attività avventurose, ma c'è anche la descrizione della meraviglia del volo in parapendio, dello staccarsi dalla terra e prendere le ali, desiderio tra i maggiori degli umani di ogni epoca.

Il nostro amico decide di terminare la propria carriera di alpinista con quello che è uno dei maggiori miti di ogni alpinista, un nome che fa tremare chiunque: Nordwand... la nord dell'Eiger, la parete che più di ogni altra al mondo identifica la difficoltà, il pericolo, ma anche il fascino dell'andare in montagna, non è facile nemmeno trovare un partner, andare ad essa è come giocare a dadi con un serpente a sonagli, essa ha ghermito decine di vite, ha troncato entusiasmi e sogni, ma continua ad esercitare il suo fascino, eros e thanatos, amore e morte...

In quest'ultima parte Simpson dà il meglio di sè, apre la propria anima ad ogni sentimento e scrive una pagina epica sull'alpinismo, ci ridà un'immagine pulita di esso, di passione, di eroismo, ma anche di fratellanza, tutto senza la retorica degli anni ruggenti della specialità, un libro che pensiamo non possa e non debba mancare ad ogni vero appassionato di montagna.

Filippo Zolezzi