Narrativa

Huascaran 1993. Verso l’alto. Verso l’altro

Collana:

Autore: Franco Michieli

ISBN 9788890948008

Euro 25,00

Formato: 15 x 24 cm

Pagine: 408

Editore: CAI Sezione di Cedegolo

 

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Huascaran 1993. Verso l’alto. Verso l’altro

imperdibile
di dicembre 2014

Franco Michieli

CAI Sezione di Cedegolo

 

la copertina

Un autore fantastico Franco Michieli, un libro emozionante, una recensione straordinaria che il grande autore Davide Sapienza, in via del tutto eccezionale, dona ai lettori di Alpinia...

8 agosto 1993. L'alpinista camuno Battistino Bonali e l'amico Giandomenico Ducoli sono a poche decine di metri dall'uscita della Via Casarotto, aperta nel 1977 dallo straordinario artista del verticale vicentino (a oggi mai ripetuta). Lì c'è la sommità Nord del nevado più alto del Perù, il Huascaran (6.768m). Si, lì a poche decine di metri. Ma la fine della loro salita arriva prima. Non sarà una fine inutile. La tragedia che coinvolge Battistino e Giandomenico vede nascere ciò che stava covando sull'asse Valle Camonica – Cordillera Blanca. La perdita si trasforma nel meraviglioso germoglio di tanti avvenimenti narrati in Huascaran 1993. Verso l'alto. Verso l'altro da Franco Michieli.

Non occorrono molte parole per descrivere chi è Franco. La sua sete di conoscenza, l'afflato spirituale, la scrittura capace di ellissi in grado di condurci in nuove terre dove la conoscenza è una visione di completezza, un legame tra uomo, cultura, territorio e anima: queste qualità nella scrittura di questo volume, esaltano un racconto davvero avvincente, unico. E solidale davvero. Il libro (edito dal CAI Cedegolo-Valle Camonica “Battistino Bonali”) è uno dei più importanti volumi italiani di geografia profonda, avventura, alpinismo, divulgazione la cui trama è “un tessuto di innumerevoli voci e fatti che compongono un quadro corale.”

Huascaran 1993 doveva essere una spedizione di gioia e amicizia. L'idea, nata dall'amicizia di Bonali con Padre Ugo De Censi (fondatore dell'OMG), portò lo schivo Battistino Bonali, tra i più formidabili alpinisti italiani (aveva già salito l'Everest in stile alpino, l'unico italiano senza ossigeno supplementare dopo Messner sino ad allora) a trasformare un movimento di amici e alpinisti camuni in un grande viaggio per aiutare chi, su altre montagne, aveva bisogno di qualcosa di più: solidarietà concreta e Bellezza.

Il lavoro di Michieli è stato un viaggio di scoperta, la stessa che traspare dalle pagine: “i partecipanti alla spedizione mi hanno proposto di raccontare un'avventura vasta e complessa che rischiava di non essere ricordata. Era come se questa narrazione mi stesse aspettando: dopo dodici anni di esperienze intensissime sulle Ande assieme alle giovani guide peruviane Don Bosco 6000 formate dall'Operazione Mato Grosso e da volontari come me, avevo accumulato dentro un intero universo di montagne e di storie controcorrente che premeva per essere raccontato.” Quanto formidabile sia questo universo lo hanno colto quelli della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sezione ALPINISMO: imprese, vicende storiche, biografie e guide, assegnato nel 2014 proprio a Huascaran 1993. Il libro, non va dimenticato, è letteratura, non cronaca. E l'apparato iconografico è straordinario, esaltato dall'ottima stampa del volume. Nulla è stato lasciato al caso dal CAI e da chi ha finanziato questa operazione editoriale (i proventi delle vendite andranno a finire alle popolazioni della Cordillera Blanca in Perù).

Un libro imperdibile, straordinario e dedicato alla Bellezza profonda, quella che spesso latita nell'editoria di montagna, guidata troppo spesso dalla celebrazione dell'individualismo che avvelenano libri noiosi, scritti male: “l'alpinismo ha espresso sia solidarietà che spietata indifferenza. L'ambizione personale dirige questa forza verso il proprio ego e non vede altro; chi è mosso dalla curiosità verso l'altro ha occasione di vedere il mondo con incredibile intensità. Spesso impariamo a dedicarci a questo secondo sguardo solo dopo aver sperimentato la sterilità del primo. Ho vissuto esplorazioni meravigliose assieme ai figli di quelle montagne, ragazzi semplici, fortissimi e capaci di grande condivisione: sono fra i migliori compagni di alpinismo che abbia mai conosciuto. Con loro ho scoperto come sulle Ande ci sia una tale bellezza da essere quasi inesprimibile: per essa vale la pena di battersi, proprio perchè invece l'umanità non la riconosce, preferisce dedicarsi alla rapina delle risorse naturali.”

Davide Sapienza

PS Al Gambrinus il libro Huascaran ha vinto anche il Premio Veneto Banca assegnato dalla Consulta dei lettori

Filippo Zolezzi