Narrativa

Destini verticali

Collana: Gli erranti

Autore: Alessandro Toso

ISBN 978-88-6549-137-9

Euro 13,50

Formato: 12 x 18 cm

Pagine: 208

Editore: Ediciclo Editrice

 

  Home Editoria


 
 

Destini verticali

Alessandro Toso

Ediciclo Editrice

 

la copertina

La narrativa di montagna, intendiamo i non molti libri che non siano semplicemente biografie o resoconti di vite alpinistiche, oltre a veder pubblicati pochi titoli, ha come fattore comune nella maggioranza delle opere la presenza di fatti foschi, di delitti in alta quota, di colpi di scena spesso inverosimili.... Quest'opera, che peraltro è piacevole e si legge abbastanza bene, non fa eccezione: il morto c'è e domina la scena e per generosità dell'autore per puro caso non ce ne scappano un secondo o un terzo!

La vicenda narra di un un borgo del Cadore, Paco Costantini è un ragazzo di vent’anni rimasto orfano dopo che il padre, una leggenda dell’arrampicata, è precipitato da una parete durante un’ascesa. Paco ha ereditato l’enorme talento di Zirio, il padre, per la montagna, ma insieme a esso la sorte gli ha lasciato in dote un pessimo carattere. Durante un pranzo con gli amici nel quale tutti hanno bevuto troppo, Paco incontra Corin, il vecchio rocciatore che faceva da secondo a suo padre durante la salita fatale, e che lui ritiene responsabile della tragedia. I due si provocano, la situazione trascende; ma anziché finire a pugni, la lite prende una piega inattesa.

Corin, infatti, sfida il ragazzo a una camminata fino al rifugio più in alto. Destini verticali è una storia ruvida, di emozioni nascoste,di segreti inconfessabili. La montagna, silenziosa per fortuna..., ascolta e pone di fronte i due protagonisti ai propri drammi interiori, amplificando le paure e i desideri con le sue pareti rocciose, con i suoi ghiaioni sdrucciolevoli, con il buio immobile che cala su di loro durante la sfida, complicando le cose…

Una sola cosa non ci sentiamo di condividere con l'autore: l'uso abbondante e per nulla celato di canne e spinelli, da parete di ragazzi che vanno in montagna e anche di addetti ai rifugi, forse darà anche una nota di colore, anzi di odore, ma a noi non è piaciuta affatto!

Filippo Zolezzi