Narrativa

La salita del Cervino

Collana: I Licheni

Autore: Edward Whymper

ISBN

Euro 19,00

Formato: 12,5 x 20 cm

Pagine: 394

Editore: Vivalda Editori

 

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La salita del Cervino

imperdibile
di settembre 2004

Edward Whymper

Vivalda Editori

 

la copertina
"Il pendio si addolciva, alla fine potemmo slegarci Croz e io, schizzando in avanti, ingaggiammo un testa a testa che terminó alla pari. Alle 13,40 il mondo era ai nostri piedi e il Cervino era conquistato. Hurrah! Non si vedeva nessun'altra impronta..."
Queste sono le semplici parole di Whymper per descrivere l'emozione di essere il primo uomo a calpestare la vetta della montagna simbolo delle Alpi.

Molti autori si sono cimentati a scrivere libri di montagna, molte montagne sono state scalate, ma il binomio Whymper-Cervino é, uno dei piú famosi e destinato a durare nel tempo, uno dei maggiori classici della letteratura alpina.

Il Cervino non é la montagna maggiormente alta delle Alpi, nemmeno la piú difficile, ma sia per la sua forma, la sua collocazione, la sua storia, esso appare come la montagna simbolica, effigiata in milioni di fotografie, stilizzata e presa a effigie nei campi piú svariati, dalla cioccolata, al formaggio e alle case cinematografiche, quindi la sua conquista ha avuto maggior risonanza e fama che vette molto piú impegnative, ma meno immaginifiche.

Nella seconda metá, dell'800 le Alpi erano meta dei viaggiatori dediti all'alpinismo e dei vedutisti, sulla spinta romantica della conquista dei monti, gli inglesi ne sono stati tra i maggiormente contagiati, per questo nelle nostre Alpi abbiamo molti toponimi che traggono origine da questi uomini avventurosi.




Jean Antoine Carrel
Edward Whymper era uno di loro, uno dei piú, motivati, nel 1860 fece il suo primo viaggio nelle Alpi, conquistando montagne difficile e impegnative come la Barre des Ecrins nel Delfinato, il Mont Dolent, l'Aiguille Verte e le Grandes Jorasses nel gruppo del Bianco, poi attraversando il Vallese giunse a Zermatt e la fu fulminato dall'ardito splendore del Cervino.
Con traversate avventurose venne a Valturnenche, dove conobbe Jean Antoine Carrel, fu l'inizio di un'amicizia unica e irripetibile, con lui cercó la conquista della Gran Becca, ma furono quattro anni di tentativi coronati dall'insuccesso, poi entrarono in competizione a causa di motivi politici che vedevano la conquista del Cervino come un affare nazionale.

Questo libro é il diario autobiografico che Whymper ha fatto delle sue scalate nelle Alpi e soprattutto della conquista del Cervino, é stato pubblicato a Londra nel 1871 e in pochi anni é diventato il best seller della letteratura di montagna, con continue ristampe e molte traduzioni, ma non in Italia, dove si dovette aspettare fino al 1933 per poterlo leggere tradotto, per i tipi dell'Editore Montes e ceduto negli anni '60 a Viglongo, nel 1990 ne ha curato un'edizione Dadó di Locarno, che lo ha ancora in catalogo e finalmente eccolo apparire col titolo originale nella collana I Licheni della CDA & Vivalda, una delle collane maggiormente amate dagli appassionati di libri di montagna.



La conquista del Cervino
Questa nuova edizione é stata curata da Anna Balbiano d'Aramengo, che ha adattato la traduzione cercando di utilizzare un linguaggio meno arcaico di quello del 1933, rendendo la lettura piú scorrevole e ancora maggiormente avvincente.

Whymper, oltre che un grande alpinista era un ottimo scrittore, nella miglior tradizione anglo sassone di quei tempi, il lettore non puó, che lasciarsi trascinare nel vortice delle sensazioni mirabilmente profuse dall'autore, inoltre il libro descrive dettagliatamente la miserabile condizione di vita dei montanari di 150 anni fá, ben diversa da quella di oggi che andata ben oltre il livello necessario e giusto deborda spesso nella violenza all'ambiente.

La salita al Cervino é corredato da molte immagini e schizzi dovuti a Whymper stesso, che illustrano e sottolianeano con i toni tipici del tempo l'eroismo e il valore dei protagonisti.

Purtroppo la gloriosa conquista del Cervino ebbe una tragica conclusione e questo segnó in modo indelebile lo spirito di Edward Whymper, che pur proseguendo nella sua vita avventurosa, non fu ma piú quello di prima.

Riportiamo qui l'ultimo periodo del libro, sono parole che colpiscono e che dovremmo sempre avere in mente quando prepariamo lo zaino per andare in montagna: "Ci sono stati momenti di felicitá troppo intensi per poterli descrivere a parole e ci sono stati affanni su cui non ho osato insistere; ed é con queste immagini davanti agli occhi che dico: salite le montagne, se volete, ma ricordate che il coraggio e la forza non sono nulla senza la prudenza e che la trascuratezza di un attimo puó distruggere la felicitá di una vita. Non abbiate fretta. Prestate attenzione a ogni vostro passo. E, fin dall'inizio, tenete a mente quale potrebbe essere la conclusione."

Filippo Zolezzi