Narrativa

Confine incerto

La passione per l'estremo attraverso gli occhi di chi resta

Collana: Exploits

Autore: Maria Coffey

ISBN

Euro 16,53

Formato: 16 x 21 cm cm

Pagine: 266

Editore: Corbaccio

 

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Confine incerto

La passione per l'estremo attraverso gli occhi di chi resta

Maria Coffey

Corbaccio

 

la copertina
"Sensibile e commovente... una prospettiva radicalmente diversa sul mondo dell'alpinismo che forse molti di noi scalatori troveranno scomoda, perché é la storia di ció che ci lasciamo alle spalle quando finiamo ammazzati dalla nostra passione per il rischio, la sfida e il silenzio delle vette"
(Chris Bonington, capo della spedizione britannica sull'Everest del 1982)


Sono molti i racconti di conquiste di montagne, di successi e anche, purtroppo, di tragedie; la letteratura di montagna é ricca di racconti visti dai protagonisti o dai sopravvissuti, Confine incerto é unico: racconta il dolore della donna di un alpinista a seguito della perdita del proprio compagno, una delle "Penelopi" delle quali ci si ricorda molto raramente.


Maria Coffey incontró agli inizi degli anni '80 Joe Tasker, alpinista al vertice dell'alpinismo inglese e mondiale, essa era nell'etá che segna il confine tra l'essere ragazza e donna matura, si innamoró profondamente di quest'uomo, che si mostrava schivo e restio a lasciarsi coinvolgere totalmente nei sentimenti.

Maria imparó in fretta cosa voleva dire accompagnare il proprio uomo a un nebbioso aeroporto e poi attendere per mesi, la durata della spedizione, il ritorno, ritrovando magari un Joe debilitato nel fisico per gli sforzi e nello spirito per il mancato successo dell'impresa.
non aveva alcuna esperienza di montagna, ma con l'aiuto dell'amica si esercitó e partí per l'impresa.

Maria Coffey.
Poi il dramma: nella primavera del 1982 Joe Tasker e il compagno di tante imprese Pete Boardman scomparvero nell'ancora inviolata parete nord-est dell'Everest, scomparvero e per molti anni alcuna traccia di loro fu trovata. Maria si trovó cosí a condividere il dolore immenso di tante altre compagne e mogli di uno scalatore: la perdita della persona piú cara.

L'autrice descrive in modo preciso, onesto e senza retorica i propri sentimenti, il senso di amputazione e menomazione per la perdita di Joe; essa scoprí man mano il vuoto incolmabile della sua perdita, alla ricerca di un significato di tale perdita, di un qualcosa che potesse dare significato a una morte apparentemente "inutile".

Essa ebbe una proposta apparentemente assurda e dolorosa da parte di Hillary, la vedova di Pete: andare al Campo Base dell'Everest e di lí risalire il piú possibile per vedere le ultime cose viste dai loro uomini, per dare un senso al loro sacrificio, per comprenderne appieno la vita. Dopo molte esitazioni Maria Coffey accettó l'invito, lei, al contrario di Hillary, buona alpinista, non aveva alcuna esperienza di montagna, ma con l'aiuto dell'amica si esercitó e partí per l'impresa.




Joe Tasker (a sinistra) e Peter Boardman
Nei luoghi del Tibet esse, giorno dopo giorno, vedono con gli occhi di Joe e Pete, osservano le immagini, sentono rumori, odori, sensazioni che anche essi avevano provato e, finalmente, sulla groppa dell'Everest comprendono cosa li spingeva a rischiare la vita, anche a costo di perdere tutto... Davanti alle terribili difficoltá superate dalle due donne e di fronte all'ultimo panorama di Joe e Pete avviene la catarsi dell'accettazione del destino e tutto assume un significato profondo di vita.

Questo libro non lascia indifferenti, ha nel suo interno molti significati e fili conduttori: le preoccupazioni di chi resta, le incertezze di chi parte, l'ansia dell'attesa, il dolore lancinante della perdita, la lotta coi ricordi, il cammino a ritroso verso un futuro di luce, tutto legato da un sentimento enorme e incrollabile: l'amore!

L'autrice, Maria Coffey, é rimasta legata all'ambiente dell'avventura e della wilderness, organizza e conduce viaggi in territori stupendi e inesplorati, ha narrato su altri libri le proprie avventure, possiede un sito internet dove puó essere contattata: www.hidden-places.net

Filippo Zolezzi