Narrativa

La Valle Nera

Genti del Piemonte - Un approccio

Collana:

Autore: Eberhard Neubronner

ISBN

Euro 31,00

Formato: 17 x 23 cm cm

Pagine: 240

Editore: Zeisciu Centro Studi

 

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La Valle Nera

imperdibile
di novembre 2003

Genti del Piemonte - Un approccio

Eberhard Neubronner

Zeisciu Centro Studi

 

la copertina
Meraviglia, commozione, ricordi, stupore sono solo alcuni dei sentimenti che si provano quando capitano tra le mani libri come questo, La Valle Nera, affreschi di un mondo che inesorabilmente sta sparendo dalle nostre Alpi, dal nostro mondo, dal nostro ricordo...

Puó apparire come luogo comune affermare che le nostre radici sono perlomeno contadine, se non montanare, ma é proprio cosí: la nostra cultura, le nostre tradizioni affondano nel mondo della campagna, nei ritmi lenti ma inesorabili della terra, nello scorrere delle stagioni e del tempo scandito da sole e luna.

L'autore di questo libro é Eberhard Neubronner, tedesco di Ulm, che é venuto in questa remota porzione di Alpi e vi ha soggiornato per mesi, in tempi diversi, camminando, scrutando, conoscendo luoghi, cose, ma soprattutto persone...

Persone... uomini e donne bruciati dal sole, sfiancati da fatiche ataviche, ma attaccati come edere alle proprie amate rocce, alle poche povere cose, alle case ancora di un tempo, a modi e usi sorpassati ma vivi, quasi musei viventi di un tempo quasi irrimediabilmente perduto...



Alpe Larecchio
Neubronner, autore del libro Il Sentiero, edito dalla stessa Casa Editrice, che descrive la GTA Grande Attraversata delle Alpi che va dal Monte Rosa al Mar Ligure, é rimasto folgorato da questo lembo di terra quasi sconosciuto: la Val Vogna chiamata in passato Valle Nera

Questa valle inizia a Riva Valdobbia, sul Sesia e si estende fino al Passo del Maccagno in comunicazione col biellese; in passato era una valle di grande comunicazione, sia tra Alagna e il biellese, ma soprattutto con la valle di Gressoney, attraverso i colli di Valdobbia e Valdobbiola.

L'autore descrive questi luoghi con lo stile dei viaggiatori inglesi dell'800, quasi con spirito da pioniere: visita villaggi oramai abbandonati o popolati da pochissime persone, perlopiú anziane, dalle quali viene accolto con la rude, ma sincera e generosa, ospitalitá dei montanari, accettato in una comunitá di poche anime rimaste a sfidare montagna e solitudine.

Il lavoro di Marino e Ugo Carmellino
I personaggi che si susseguono sono tutti bellissimi, sembrano a volte uscire dai quadri di Segantini, nel loro lavoro alpestre, incuranti dei propri anni e della fatica, sono discendenti dei walser arrivati da Gressoney o di Alagna o dei piemontesi del biellese: Gens, Carmellino, Jachetti, Pollet, Lazier, sono alcuni dei cognomi piú ricorrenti.

Come dimenticare la semplicitá, dello stradino Giovanni Negro o la saggezza delle sorelle Angiolina e Regina Gens, o l'alacre lavoro di Marino Carmellino e del figlio Ugo o infine la scorbutica rudezza di Remo Orso?

I montanari sono protagonisti: i racconti intorno ai focolari mostrano la storia della valle all'autore , che piano piano viene accolto dalla piccola comunitá, e inizia a conoscere ogni vicenda, ogni leggenda, ogni avvenimento significativo, aumentando in tal modo il rispetto per questa gente che vive maledicendo l'asprezza del territorio, ma che per nessuna ricchezza al mondo sarebbe disposta ad abbandonarla.

Il Crotto di Luigi Vogna
Le foto sono opera dell'autore e mostrano, come cammei, quanto descritto nei racconti, in una cornice grafica che fa onore all'editore Zeisciu, uno strano nome quello che il fondatore Luigi Garavaglia ha voluto dare a questa associazione culturale con sede in Alagna Valsesia; Zeisciu é, l'antico appellativo della famiglia walser del teologo Giuseppe Farinetti.

Terminiamo con le parole di Marino Carmellino che fanno da contro copertina a questo bellissimo libro che per le sue caratteristiche ci piace molto e pertanto lo dichiariamo l'imperdibile di Novembre, un imperdibile che non sará facile fare vostro; bisogna cercarlo con costanza e trovarlo dará una soddisfazione ancora maggiore....

"Molto tempo fa comparvero qui dei contadini chi lo sa da dove.
trovarono la nostra terra tetra e per questo la chiamarono la Valle Nera oppure Val Toppa.
Si abbatterono abeti, si ammucchiarono pietre, si costruirono baite e belle cappelle.
Ora invece é tutto diverso: una fatalitá affligge i nostri villaggi e li fa morire.
La vegetazione selvaggi avanza, la prima ad arrivare é, la ginestra.
Il bosco oscuro si fa strada.
Un giorno o l'altro quando noi non vivremo piú la Val Vogna diventerá nuovamente la Valle Nera..."

Filippo Zolezzi