Narrativa

Strade d'Oriente

In bicicletta da Venezia a Pechino

Collana: Altre terre

Autore: Aldo Maroso, Alberto Fiorin

ISBN

Euro 14,50

Formato: 14 x 21 cm cm

Pagine: 330

Editore: Ediciclo Editrice

 

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Strade d'Oriente

imperdibile
di settembre 2003

In bicicletta da Venezia a Pechino

Aldo Maroso, Alberto Fiorin

Ediciclo Editrice

 

la copertina
L'imperdibile di questo mese esce un pochino dai canoni dei nostri libri abituali: infatti non é dedicato a uno specifico argomento di montagna, ma a un grande raid in bicicletta, un'impresa epica, sulle orme di Marco Polo, anche se nel tracciato percorso di valichi e di montagne ne troviamo parecchie, quindi non siamo fuori confine completamente...

Tra i primi libri recensiti su questa rubrica vi é La strada per Istanbul, l'avvincente racconto dell'avventura di tre coraggiosi ciclisti che sul loro mezzo preferito sono andati da Treviso a Istanbul, attraversando tutta la zona slava fino ad arrivare sul Mar Nero: una bella avventura!

A circa un anno di distanza, la Ediciclo ci propone il secondo libro di questa nuova collana, dedicata a grandi avventure e raid in bicicletta e lo fa con un'avventura ancor piú entusiasmante: la traversata da Venezia a Pechino, sulla strada di Marco Polo...

L'idea di un viaggio sulla strada percorsa da Marco Polo attraverso la Via della Seta per raggiungere la Cina nasce da Aldo Maroso qualche anno fa, una telefonata all'altro autore Alberto Fiorin, nemmeno un attimo di esitazione... "Alberto, sono Aldo, si va a Pechino..." "Aldo ci sto!"...

Naturalmente tra la decisione iniziale e la partenza effettiva sono trascorsi alcuni anni e sforzi immensi prima per trovare i partecipanti adatti, poi lo studio del percorso, il piú filologico possibile rispetto a Marco Polo, con il miglior tracciato possibile, infine l'organizzazione del supporto logistico sui territori attraversati
Azerbaijan, tempesta di sabbia
Nonostante la glasnost e la caduta del Muro di Berlino, i nostri si sono subito accorti che proprio i documenti e passaggi di frontiera dei materiali di supporto avrebbero rappresentato le difficoltá maggiori, molto piú dello sforzo fisico necessario a pedalare per oltre tre mesi...

Strade d' Oriente ci descrive una bellissima avventura, di quelle che ancora oggi in epoca ipertecnologica l' uomo sente ancora il bisogno, ma non é solo questo: é la descrizione di regioni lontane, di popoli ancora poco conosciuti, l'incontro con un'umanitá che vuole conoscere e affratellarsi.

Questo progetto affascinante ha visto 10 uomini come protagonisti, anche se la sorte ha voluto che uno degli organizzatori e coautore, Alberto Fiorin, dovesse abbandonare a causa di una rovinosa caduta e conseguenti fratture gravi, a solo 25 chilometri dalla partenza...




Pechino, Piazza Tienanmen, l'avventura é al termine...
Le nazioni attraversate o interessate da questo viaggio sono state: Italia, Slovenia, Croazia, Serbia e Montenegro, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaijan, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan, e Cina.
Alcune tra le localitá maggiormente significative visitate: Lubiana, Zagabria, Belgrado, Sofia, Adrianopoli, Istanbul, Trebisonda, Tbilisi, Baku, Asgabat, Samarcanda, Bukara, Almaty, Urumqi, Turpan, Lanzhou, Xi'an.

La bicicletta é stata scelta perché un mezzo "lento" che consente di stabilire un rapporto e un contatto intenso con con i paesi e le popolazioni attraversate, simile ai cavalli e ai cammelli un tempo usati.

"Un mezzo, la bicicletta, che stabilisce un rapporto diverso tra spazio e tempo e che pone in primissimo piano l'individuo, esaltandone le doti e le capacitá. Quindi il nostro mezzo ideale di trasporto e di conoscenza."
Dal primo capitolo del libro...

In conclusione, riassumendo: dieci uomini, dodicimila chilometri, un'avventura in bicicletta lunga tre mesi sulle orme di Marco Polo; un emozionante viaggio sotto il sole del deserto e la pioggia dei monsoni, tra nomadi e cammelli, villaggi sperduti e grandi cittá, per portare un messaggio di pace da Venezia al cuore profondo dell'Asia.

Marco Polo 2001 non é stata solo una bella avventura o una grande pedalata, i protagonisti volevano che fosse un segno, anche piccolo, di pace e allora hanno creato l'Associazione Ponti di Pace, che ha reclamizzato nel viaggio il Progetto 1%, ideato e promossa dalla Fondazione Etica ed Economia di Bassano del Grappa, che prevede la destinazione dell'1% dei ricavi dei consumi per la realizzazione di specifici progetti nel terzo mondo; vogliamo ricordare che gli autori hanno deciso di destinare i proventi derivanti dalla vendita di questo bel libro ai bambini dell'orfanotrofio di Surami, in Georgia, conosciuti nel corso del viaggio.

Filippo Zolezzi