Guide

Gran San Bernardo, Valpelline e Conca del Fallere

Collana: Le Guide dell'Escursionista 5

Autore: Luca Zavatta

ISBN

Euro 16,50

Formato: 11x16 cm

Pagine: 404

Editore: L'Escursionista

 

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Gran San Bernardo, Valpelline e Conca del Fallere

Luca Zavatta

L'Escursionista

 

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la copertina
Con questa guida fanno 5...: dopo le valli del Monte Bianco, del Monte Rosa, del Gran Paradiso e dei dintorni di Aosta é la volta delle valli che si affacciano a nord di Aosta, quella del Gran San Bernardo e la Valpelline.

Diavolo di uno Zavatta! Questa é la guida che da sempre avrei voluto scrivere io... se guardate il mio profilo vedrete una foto che mi ritrae sopra Ollomont, nel centro della Valpelline, in un paradiso di sentieri e di vette, con una calma e un silenzio che purtroppo raramente si ritrovano oramai in Valle d'Aosta.

L'autore, riminese di nascita e di residenza, lo avevamo definito in una recensione di qualche anno fa un emulo di John Muir, zaino in spalla e taccuino in mano; molto ambizioso appariva il suo progetto di realizzare una serie di guide escursionistiche che potessero abbracciare e descrivere tutto il territorio della Valle d'Aosta e siamo arrivati a cinque volumi pubblicati su cinque!
Il prossimo anno é annunciata la Guida con le Valli del Cervino, poi resterá ancora quella con le valli comprese tra il Gran Paradiso e il Bianco e poi cosa fará il nostro autore? Forse un'altra porzione di Alpi? Chissá...

Ci troviamo al centro esatto della Vallée, a pochi chilometri dal capoluogo, ora ancora piú con le recenti gallerie della statale del Gran San Bernardo, l'omonima valle e la Valpelline sono adiacenti e condividono lo spartiacque, ma sono estremamente diverse per frequentazione: la prima via storica di collegamento che vede sempre un traffico caotico, la seconda vero tempio della wilderness (provate ad andare al rifugio Aosta per provare).
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Cani San Bernardo all'omonimo Colle


Le escursioni che partono dalla Valle del Gran San Bernardo hanno il grande pregio di partire spesso da un'altitudine prossima ai 2000 metri e pertanto assai panoramiche e non spaccapolmoni (il Monte Bianco é un compagno abituale di gita sullo sfondo), quelle della Valpelline sono spesso maggiormente ripide, ma ci introducono in un ambiente naturale, selvaggio e ancora incontaminato, nel quale si puó capire finalmente il significato della parola montagna...

L'autore non fa come alcuni redattori di guide che fanno i loro libri soprattutto a tavolino, leggendo altri libri e telefonando ai posti pubblici telefonici o ai municipi per avere informazioni... e chi se ne serve se ne accorge presto, ahimé... Egli per sei mesi all'anno gira per sentieri, estate e inverno (ha imparato anche a usare le racchette e per un riminese non é male...), annota tutto e prova realmente se i sentieri sono meritevoli di menzione e soprattutto realmente percorribili, poi adesso, siccome é rimasto folgorato dalla tecnologia, piazza almeno 5-6 punti GPS a gita.
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Valpelline selvaggia: Col di Montagnaia


Il formato da zaino "puro" rende questo libro di Zavatta un compagno ideale di escursione, senza gravare eccessivamente sulle spalle del povero escursionista, gi› cariche di zaini in apparenza affardellati più per spedizioni himalayane che da trekking nostrani.

Ogni escursione í dotata di una completa scheda sintetica, che comprende tutte le informazioni necessarie: località di partenza, punti di appoggio, difficoltà, periodo consigliato di effettuazione, dislivello, segnavia presenti, durata, acqua disponibile sul percorso (indicazione rara sulle guide tradizionali, ma fondamentale, per non portarsi dietro borracce piene e arrivare presso fonti freschissime, o peggio soffrire penosamente la sete...), il tipo di tracciato, poi vi è una cartina con il percorso, la descrizione analitica e un breve commento dell'autore alla gita.
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Cappella di Chésere


Nella guida troviamo 103 itinerari escursionistici, dei quali ben 78 di tipo circolare, da percorrere in giornata, suddivisi in tre gradi di difficoltá, nella valle del Gran San Bernardo, la Valpelline e la Conca del Fallere: inoltre Zavatta ci descrive tre bei trekking: la Via Francigena nella valle del Gran San Bernardo, il Tour della Becca di Luseney in Valpelline e il Trekking del Sole tra Aosta e La Salle.

L'unico piccolo appunto che mi sento di fare all'autore é che penso sia diventato un trekker troppo bravo: cinque anni di continuo camminare lo hanno reso un vero professionista e le difficoltá indicate qualche volta, non troppe per fortuna, siano un pochino troppo ottimistiche.

Voglio citare alcune frasi tratte dall'introduzione: "Probabilmente mi sono lasciato alle spalle le piú belle escursioni che ho mai effettuato e chissá la prossima estate cosa mi aspetta... é ció che penso, rientrando in riviera dopo 5 o 6 mesi di fuga dal caos. É il mio pensiero costante dopo cinque anni di peregrinare per i sentieri valdostani, puntualmente smentito nella stagione successiva. Forse l'escursionismo é proprio questo: nuovi splendidi luoghi ed incontri sostituiscono i ricordi della passate stagioni ed anche la Valpelline, oggi al top delle mie graduatorie, sará forse soppiantata da... chissá..." .
No Luca, la Valpelline non sará soppiantata da nessuna delle valli che devi ancora percorrere, infatti non troverai in altra valle la selvaggia bellezza dell'Alta Valpelline, al rifugio Aosta o al Colle di Crete Seche, o la incredibile fioritura del Col di Champillon, o la serenitá del Ru de By...
Appuntamento nel 2005 all'inaugurazione del Rifugio Letey a Champillon, é una promessa!

Filippo Zolezzi