Narrativa

Mani da strapiombi

Bepi de Francesch: un volto, una storia

Collana:

Autore: Tommaso Magalotti

ISBN

Euro 30,99

Formato: 18 x 25 cm cm

Pagine: 404

Editore: Nuovi Sentieri

 

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Mani da strapiombi

imperdibile
di ottobre 2004

Bepi de Francesch: un volto, una storia

Tommaso Magalotti

Nuovi Sentieri

 

la copertina
Quando questo libro é arrivato in redazione ha suscitato non poca meraviglia: un libro di una volta, di almeno 30 anni fa, sia nel formato (come un'antologia dei tempi di scuola...), che nei caratteri tipografici e nella fotografia di copertina...

Bepi de Francesch, fino a quel momento,per noi era semplicemente "uno dei tanti alpinisti citati sui libri", pur con note lusinghiere: ottimo specialista delle Dolomiti con parecchie vie nuove, partecipante alla spedizione vittoriosa della prima sul Gasherbrum 4 ( senza averne toccato la cima), e poi basta, forse poco per giustificare un volume di tali dimensioni, 400 pagine grandi scritte fitte fitte, proprio poco invitante bisogna confessare..

Ma era il primo libro che ci perveniva della Editrice Nuovi Sentieri, tanto rinomata, quanto misteriosa da contattare e allora via col sacrificio della lettura nelle afose giornate di Agosto e credete che questo volume ha un peso di carta non indifferente...

Con questa disposizione d'animo non ideale, le pagine hanno iniziato a scorrere faticosamente, poi Bepi de Francesch ha iniziato a farsi conoscere e la prosa dell'autore Tommaso Magalotti unita a brani dei diari dell'alpinista stesso hanno iniziato a creare un interesse sempre maggiore, ad avvincere e rendere la lettura appassionante!



Lo stile di de Francesch
Era un uomo semplice "il Bepi", venuto da Moena e arruolatosi nella PS, dedicherá quasi tutta la sua vita alla Scuola Alpina di San Candido, insegnando ad andare in montagna a generazioni di Guardie di Polizia, specializzate ad andare in montagna e soprattutto a soccorrere le persone in difficoltá, sulle stesse; dai suoi scritti appare uno spirito umile, ma ricco di enormi valori umani e spirituali: la gioia della contemplazione della natura, la semplice ma adamantina religiositá, il commovente amore per Luciana, sua sposa adorata, (le pagine dell'innamoramento valgono da sole il libro, un uomo apparentemente burbero, con il cuore di un adolescente e una sensibilitá tanto rara al giorno d'oggi...).

Catinaccio, Marmolada, Mugoni, Sella, Odle, Vajolet, Lavaredo, Civetta, Sassolungo, Pale di San Martino, sono solo alcuni dei nomi ricorrenti nelle ascensioni di quest'uomo straordinario, innovatore della tecnica di arrampicata, per il quale la gravitá sembrava essere solo una legge teorica... , un montanaro "vero", col quale chiunque vorrebbe essere legato per fare fantastiche scalate.

Infine arriva la parte dedicata alla prima ascensione sul Gasherbrum 4 una vetta vicino al K2 che per soli 20 metri non arriva ai fatidici 8000... de Francesch é invitato dal CAI, organizzatore della spedizione a far parte del team che cercherá di ripetere il successo del K2 di 4 anni prima, insieme ad alcuni tra i migliori alpinisti dell'epoca: sotto la guida di Cassin troviamo Bonatti e Mauri che conquisteranno la vetta, poi Gobbi, Oberto, Zeni e Maraini.




Il gruppo del Gasherbrum 4, de Francesch é il primo accosciato a sinistra
Il diario di Bepi della spedizione del Gasherbrum 4 porta sottolineata ed evidenziata la scritta "Riservatissimo" e lui, finché e' stato in vita non lo ha mai voluto far leggere ne pubblicare ad alcuno, poi per amore della veritá e della storia l'autore del libro, insieme alla figlia hanno ritenuto giusto sia per la memoria di Bepi che per dovere storico farlo conoscere. e noi dobbiamo esserne loro grati...

Questo capitolo del libro é semplicemente esplosivo, non solo per la spedizione del Gasherbrum, ma soprattutto per comprendere e forse finalmente capire i rapporti interpersonali che possono esserci stati sul K2 nel 1954 tra Desio, Bonatti, Cassin e compagni: nella sua onesta semplicitá de Francesch forse ci da le chiavi necessarie per aprire una porta che é sempre ostinatamente rimasta chiusa.

Leggete bene queste pagine e poi fatevi pure una precisa opinione personale: esse mettono in evidenza le caratteristiche "umane" di Bonatti e del suo modo di comportarsi in spedizione, quale nobile altruismo..., qui meno vittima che sul K2... cosí come si puó intuire che forse Desio aveva veramente ragione quando escluse Cassin per motivi di salute, infatti in questa spedizione il forte alpinista, che era capo-spedizione, nonostante la montagna fosse ben meno elevata del K2 ebbe forti problemi di salute e dovette rinunciare ad arrivare in vetta e la sua autoritá fu messa spesso e violentemente in discussione da alcuni membri della spedizione (Bonatti, Gobbi e Mauri) e quanta insubordinazione e mancanza di rispetto verso il capo, leggiamo alcune righe tratte dal diario... (de Francesch parla ovviamente in prima persona...)
" Giunti al campo dó il biglietto a Gobbi e tutti e tre (Bonatti, Gobbi e Mauri, ndr) dicono che non scendono per risalire il giorno dopo con un carico e che anzi, all'indomani contavano di fare riposo. Che cosa si doveva dire di Cassin e ed io che da tre giorni si saliva e si scendeva con carichi enormi? ...Walter (Bonatti) mi dice che se fosse tornato al campo 1 non sarebbe piú risalito e, sceso al Campo Base, sarebbe tornato in Italia! Mi dice che Cassin deve imparare a fare il capo-spedizione e se non si sente in grado di farlo certe responsabilitá non se le prenda. Dice pure che lui il portatore non lo fa... e allora chi deve fare il mulo per lui? "

E' un capitolo straordinario che fa anche capire che se Desio ebbe atteggiamenti militareschi e a volte forse anche apparentemente eccessivi nella disciplina, aveva le sue ragioni per tenere a bada tante prime donne..., certo che qui ben diverso appare l'atteggiamento di chi da mezzo secolo si lamenta di essere stato vittima di atroce e bieca ingiustizia.
Vi consigliamo solo di leggervi questo libro e questo lungo capitolo, forse a qualcuno verranno le orecchie rosse, e non solo quelle...

L'autore con questo libro non ha solo dipinto un bellissimo ritratto di questo immenso alpinista, ma ha anche tracciato una storia della conquista delle Dolomiti, fatta con note precise e puntuali.

Infine un cenno anche all'Editore di Nuovi Sentieri. Bepi Pellegrinon, alpinista e scrittore che conserva la memoria storica delle Dolomiti e che nei suoi libri ci tramanda pagine vibranti di avvenimenti e personaggi straordinari, non dimentichiamo che i due Bepi ( de Francesch e Pellegrinon) arrampicarono insieme e insieme aprirono anche la omonima via dei due Bepi, l'ultima "prima" di De Francesch.

Filippo Zolezzi