Storia Cultura Etnografia

Chi passa per questa via...

Itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi Occidentali

Collana: Quaderni di cultura alpina

Autore: Valeria Casini

ISBN 88-8068-236-9

Euro 19,50

Formato: 21x30 cm

Pagine: 104

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 

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Chi passa per questa via...

Itinerari di devozione tra piloni e affreschi delle Alpi Occidentali

Valeria Casini

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina
Con questo titolo la interessantissima collana dei Quaderni di cultura alpina di Priuli & Verlucca Editori, giunge al ragguardevole traguardo del titolo numero 81, una serie che da sola puó costituire una biblioteca di storia dei costumi, delle tradizioni e dell'architettura alpina.

Diffusissimi in tutto l'arco alpino, i piloni e le edicole votive caratterizzano ancora oggi il paesaggio montano con la loro rassicurante presenza lungo gli antichi sentieri, all'ingresso delle borgate, in prossimità di incroci, ponti, sorgenti o in zone di pericolo.

Spesso considerati edifici «minori», per via del limitato valore artistico e dell'ingenuitá, talora commovente, delle rappresentazioni in essi contenute, tuttavia queste opere ci riportano alle radici stesse della civiltà alpina tradizionale, di cui costituiscono una delle espressioni più autentiche.

Se solo ci si interroga sui motivi delle edificazioni e si analizzano i luoghi in cui sorgono, le tipologie archi tettoniche, le immagini dei santi raffigurati e le iscrizioni, talvolta originale commistione di espressioni dialettali e lingua italiana, risulta infatti chiaro il loro importante significato culturale e antropologico.

Un'analisi di questo tipo ci riporta ad una religiosità d'altri tempi, caratterizzata dal bisogno di protezione e dal rapporto di dipendenza e di timore che legava il montanaro alla natura, ma anche a porre in luce l'influenza ancora oggi esercitata dai culti precristiani e l'opera conformatrice della Chiesa, a seguito del Concilio di Trento.

Pontboset, valle di Champorcher


Questo ingente patrimonio trova la massima espressione di sé nelle vallate meno aggredite dal turismo di massa e per questo maggiormente preservate dall'omologazione al modello culturale urbano, come le cuneesi valli Maira e Varaita e la torinese valle Soana, cui è dedicato un approfondimento particolare in un contesto che esamina l'intero arco alpino occidentale.

Attraverso la proposta di itinerari e la segnalazione degli esempi più significativi di queste forme di devozione popolare, s'intende contribuire al loro apprezzamento e sensibilizzare le istituzioni e le comunità locali sulla responsabilità di preservarle dal degrado e dai rischi di restauri incoerenti, per tramandarle integre alle generazioni future.

Filippo Zolezzi