Bici e MTB

Minima pedalia

viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione automoblistica

Collana: La biblioteca del ciclista

Autore: Emilio Rigatti

ISBN

Euro

Formato: 13x20 cm

Pagine: 248

Editore: Ediciclo Editrice

 

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Minima pedalia

viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione automoblistica

Emilio Rigatti

Ediciclo Editrice

 

minima pedalia
La copertina
Abbiamo conosciuto Emilio Rigatti mentre, insieme a Tullio Altan e Paolo Rumiz, pedalava ne La strada per Istanbul, un racconto appassionante, denso di avventura e di incontri con personaggi straordinari.

Se questa é l'immagine che avete di lui, é l'autore stesso a consigliarvi di non comperare questo libro..., perché qui non si racconta di avventure, ne di incontri fuori dal comune, ma semplicemente le vicende quotidiane che un ciclista vive nel giornaliero andirivieni casa-lavoro-casa.

Il libro si intitola infatti Minima pedalia e racconta di pedalate di poco conto, di comuni giornate frutto della scelta di rompere con la propria auto, di abbandonarla e dedicarsi alla sola bicicletta come mezzo di locomozione, fatte salve le rare eccezioni; questo avviene un anno dopo il ricordato raid a Istanbul, la ribellione alla schiavitú dell'auto...

E' un diario di un anno di viaggi Ruda-Aquileia e ritorno, circa 8 chilometri che separano la dimora di Rumiz dalla scuola media in cui insegna, in esso si possono veder scorrere i mesi e le stagioni, osservare il respiro della natura: fiori, alberi, animali, veder le vicende umane intorno a se stessi, in un procedere silenzioso e lento, ma sempre consapevole.

In coda ai racconti, l'autore ha messo anche il Manuale per smettere di andare in automobile, interessante e arguto, che potrá fare certamente molti proseliti, anche se certo la scelta verrá influenzata dalle caratteristiche orografiche dei luoghi in cui si vive e anche dal rapporto chesi ha con la propria auto: come in ogni cosa c'é chi subisce e chi gode in tale rapporto, chi vi sta scrivendo queste note appartiene a questa seconda categoria e pur ammirando sinceramente l'autore per la sua scelta di rottura se ne guarda bene dal seguirne le orme...

Filippo Zolezzi