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La parola alle maschere

Carnavals de la Vallée d'Aoste

Collana:

Autore: A cura del BREL, Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique

ISBN

Euro 25,00

Formato: 18 x 25 cm cm

Pagine: 216

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 

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La parola alle maschere

Carnavals de la Vallée d'Aoste

A cura del BREL, Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina
In Valle d'Aosta i carnevali hanno conservato una notevole vitalità.

Grande festa popolare dai colori vivaci e dai rituali misteriosi, il carnevale stimola la curiosità degli etnologi che in questi ultimi anni ne hanno fatto, in più occasioni, l'oggetto dei loro studi.

Questo libro cerca di spiegare come vivono il carnevale le comunità che lo organizzano, cosa pensano di questa manifestazione...

Nell'ambito delle celebrazioni dell'Anno Internazionale delle Montagne, il BREL (ufficio regionale per l'etnologia e la linguistica dell'Assessorato istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d'Aosta) si è fatto promotore nel 2002 di diverse iniziative tra cui una tavola rotonda dove per la prima volta si sono ritrovati i rappresentanti dei gruppi carnevaleschi valdostani e un colloquio scientifico internazionale che ha raggruppato alcuni tra gli studiosi più esperti del settore, che hanno dibattuto sulle tematiche relativa al carnevale dell'Arco alpino e della montagna in generale.

I gruppi convenuti hanno presentato e raccontato la propria storia e le proprie esperienze, in modo ricco e dettagliato.

I Carnevali della Valle sono fondamentalmente di due tipi: quelli della Coumba Frèide e i carnevali storici, vediamoli brevemente.

La Coumba Frèide è il nome locale dato alla Valle del Gran San Bernardo che comprende i cinque comuni di Gignod, Allein, Étroubles, Saint-Oyen, Saint-Rhémy-en-Bosses e Doues che fa parte della Valpelline.


La bénda di Saint-Oyen 1959
Questo carnevale ha radici antiche, che risalgono al 1880 e trae origine dal passaggio delle truppe di Napoleone che discesero dal Colle del Gran San Bernardo nel Maggio del 1800; le maschere dette landzette hanno costumi si ispirano alle divise di quell'esercito e sono tutti ricoperti da specchietti, spalline, nastri, fiori e sonagli, pailettes, frange e galloni , esse tengono in mano una lunga coda di crine nero che avrebbe il compito di tenere lontani gli spiriti maligni, alla cintura portano un grosso sonaglio detto le gorgoillón.

Il corteo delle maschere, detto Bènda, é quasi sempre composto nello stesso modo e con lo stesso ordine dei personaggi: la guida, i musicisti, le damigelle, gli arlecchini, l'orso, i dottori, il diavolo, il toc e la tocca.

A questi gruppi piú antichi si sono aggiunti successivamente quelli delle valli limitrofe come: Ollomont, Valpelline, Bionaz, Roisan, Saint-Christophe.

Le maschere girano di casa in casa, dove ottengono doni e... bevute! fino a radunarsi al centro del paese dove si fa un gran ballo e una festa fino a tarda notte, coinvolgendo tutti gli abitanti del luogo e i moltissimi curiosi che arrivano da tutta la regione, da fuori e persino dalla Savoia e dal Vallese

Verres: Catherine de Challant e Pierre d'Introd scendono dal castello omonimo
La seconda tipologia di carnevale è quella del corteo storico, che ha avuto origine nella media e bassa valle, a sud di Aosta, da Nus in giù e che trova il suo massimo svolgimento a Verres.

Anche questo carnevale ha un'origine storica, un fatto realmente accaduto che coinvolse la famiglia Challant, feudatari della Valle d'Aosta nel XV secolo.

Correva l'anno 1450 quando Caterina di Challant dovette lottare contro Casa Savoia per vedersi restituire i beni del padre defunto, si recò, alla corte dei Savoia con colui che sarebbe poi diventato suo sposo, Pierre d'Introd, nonostante la confisca dei beni, il 31 Maggio 1450, festa patronale di pentecoste, Caterina e Pietro scesero dal castello per danzare insieme ai sudditi, un gesto democratico che colpí, il cuore del popolo.

Oggi il carnevale vede ancora un grande corteo con cavalieri, soldati, nobili e dignitari di corte e si conclude con un grande e solenne ballo nello storico castello che sovrasta il paese di Verres.

Questo libro è uno straordinario documento raccontato con la memoria dei protagonisti, che illustrano le tradizioni dei loro avi e di quanto hanno fatto, é inoltre corredato da un grande archivio fotografico di immagini attuali e di foto storiche di carnevali della metà del secolo appena terminato, anche prima.

Anche in questa occasione l'Editrice Priuli & Verlucca ci offre un libro di grande valore storico-culturale, proseguendo nella sua appassionata attività di diffusione della cultura e delle tradizioni delle vallate e delle popolazioni alpine.

Filippo Zolezzi