Storia Cultura Etnografia

I Figli della Terra

Storie di gente di montagna. Come eravamo e come siamo diventati.

Collana:

Autore: Alberto Folgheraiter

ISBN

Euro 39,00

Formato: 23 x 30 cm cm

Pagine: 286

Editore: Curcu & Genovese

 

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I Figli della Terra

imperdibile
di aprile 2005

Storie di gente di montagna. Come eravamo e come siamo diventati.

Alberto Folgheraiter

Curcu & Genovese

 

la copertina
Ogni nuovo libro di Alberto Folgheraiter porta una grande emozione, ricordiamo ancora il tuffo al cuore che ci diede La terra dei padri: é la stessa che ci procura questo I Figli della Terra, che ne costituisce il seguito e il coronamento.

Come il precedente, anche questo si aggiudica l'ambito titolo di Imperdibile del mese ed é cosa logica, costituendo i due libri un'unica opera in due volumi, infatti l'autore prosegue qui le narrazioni iniziate due anni fa con la prima parte.

La narrazione dell'autore riprende dove si era interrotta precedentemente, non si sovrappone a essa, ma prosegue, svelando nuovi arcani, facendo riscoprire altri capitoli semiscomparsi e destinati all'oblio.
Ci racconta come vissero i padri, figli di quella terra e sono proprio i racconti dei vecchi della montagna e della campagna, (padri e e nonni), a ispirare Folgheraiter, che anche qui racconta la durezza della sopravvivenza, la fatica per la raccolta quotidiana del cibo, della vita domestica, del lavoro agreste.

Tipica cucina trentina e lavoro muliebre (1920 circa)
Vorremmo potervi riportare tutta l'introduzione, perché molto significativa e la condividiamo in pieno, ma non é possibile farlo, allora ve ne riportiamo solo alcune frasi:
"Dicono che il mondo é cambiato.
Ogni mattina, ancor prima di aprire la finestra sappiamo giá che tempo fará... abbiamo programmato tutto, pianificato ogni dettaglio...
...eppure i figli della terra, gli uomini dei campi, che sono poi i nostri padri, vissero brandelli di vita che, riletti con l'occhio di oggi, assumono toni di un'esistenza ordinata...
Adesso abbiamo di tutto, di piú.
In questa bulimia da possesso s'é smarrita la bussola della semplicitá, del nascere, del morire secondo le leggi millenarie della natura.
E' a questa bussola, al calendario dimenticato della civiltá contadina, che abbiamo inteso riportare i giorni e gli avvenimenti.
"I Figli della Terra" non é che la continuazione, necessaria e doverosa di quel "te ricordet?" avviato con la "terra dei Padri".
E' un altro frammento della memoria e dell'affetto: per una terra e per una comunitá" .





Gli Uomini dei Boschi
In questa nuova e splendida opera l'autore racconta brandelli di vita quotidiana, con la povertá del pasto frugale e della vita di stenti legati a un'alimentazione scadente e l'orrore del veleno nel paiolo: la pellagra, la terribile malattia che colpiva e decimava ancora agli inizi del '900.
Poi l'allevamento del bestiame, con la cura della stalla e la produzione casearia, la cucina popolare, la medicina empirica con la cura delle "magagne" e la produzione clandestina della grappa.


Vengono descritte la abitudini familiari, l'accoglienza degli orfani e dei bimbi presi all'orfanotrofio e poi la mitologia, con le strie, i salvanel, l'uomo selvatico e tanti altri personaggi a cavallo tra leggenda e realtá

Si ricordano i giochi e i passatempi (pochi per la veritá, visto che tutti dovevano lavorare...), dei bambini e degli adulti (ancora meno...), poi le grandi tragedie degli incendi e il valore dei pompieri, incendi non rari, per il materiale di costruzione e per la scarsa cura delle case.

Madre con figli in partenza per raggiungere il marito emigrato (inizi 1900)
Un ampio e struggente capitolo viene dedicato a uno dei maggiori fenomeni sociali a cavallo tra fine '800 e inizio '900: l'emigrazione. Anche dal Trentino, come da altre regioni italiane come Liguria, Veneto, Campania, ecc.., partirono decine di migliaia di persone in cerca di lavoro e di un poco di fortuna; fecero i minatori, gli operai, i contadini, i cercatori d'oro e ogni lavoro immaginabile, sempre duramente e con grande spirito di sacrificio e adattamento.

Questo libro si aggiunge al novero delle opere che ricordano con affetto i padri, la loro fatica, il loro sacrificio e abnegazione, la loro capacitá di adattamento alle difficoltá e agli impacci, doti che purtroppo sembrano fare difetto a molti giovani di oggi, soffocati dalla "civiltá consumistica e del benessere" .

L'autore ci é molto noto: Alberto Folgheraiter, del quale ricordiamo L'Imperdibile di marzo 2003 La terra dei padri, I sentieri dell'infinito e I custodi del silenzio tre stupendi affreschi sulla cultura delle genti del Trentino.

Filippo Zolezzi