Storia Cultura Etnografia

Insediamenti Walser a sud del Monte Rosa

Liberi all'ombra del tiglio

Collana: Laboratorio

Autore: Ferruccio Vercellino

ISBN 88-8068-214-8

Euro 23,50

Formato: 18 x 25 cm cm

Pagine: 176

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 

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Insediamenti Walser a sud del Monte Rosa

Liberi all'ombra del tiglio

Ferruccio Vercellino

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina
La comunitá walser é, una piccola enclave che ancora oggi vive nel versante sud del massiccio del Monte Rosa, nelle valli di Gressoney e d'Ossola, un pugno di persone, che peró non rinunciano alla propria storia e alle tradizioni.

In Valle d'Aosta la lingua tradizionale é un patois di origine franco-provenzale, a Gressoney invece si parla il tich, idioma tedesco che spicca in questo panorama glottologico, e poi tutte le altre tradizioni, persino i coloratissimi costumi.

Il termine Walser, contrazione di Walliser, significa abitanti del Vallese in Svizzera, del Vallese verso il Sempione, quello di lingua tedesca alle sorgenti del Rodano, visto che tutto il resto del cantone ha parlata francese.

Questo libro indaga l'universo walser, relativamente agli insediamenti a sud del Monte Rosa (originati a partire dal XIII secolo), sotto diversi aspetti: quello storico, leggendario, giuridico, religioso, tradizionale, alimentare, medico, linguistico e architettonico (si veda l'opera I maestri Prismellesi).

L'obiettivo è quello di far conoscere, per tratti essenziali, una popolazione che é stata unica nel Medioevo, e proprio a un aspetto emblematico di tale unicità si riferisce il sottotitolo "Liberi all'ombra del tiglio".



Alagna, villaggio di Dorf in Val d'Otro
In un periodo storico in cui la libertà era merce piuttosto rara, i Walser seppero guadagnarsela senza ricorrere a sollevazioni violente (come quasi sempre accadde, nel corso dei secoli, per altri popoli), ma grazie alla loro alta specializzazione professionale.
In cambio della loro opera di dissodamento su terreni incolti, ebbero infatti libertà personale, amministrativa e, per certi aspetti, anche giudiziaria.

I Walser di Macugnaga tenevano le assemblee del popolo in piazza, all'ombra di un tiglio che ancora oggi esiste e che è divenuto simbolo di libertà per tutti i Walser.
Oggi con i suoi settecento anni, lo stesso tiglio ci ricorda che le tradizioni di qualsiasi popolo non vanno dimenticate, ma studiate e amate perchè possano essere solido appiglio nei momenti di difficoltà che ogni società conosce.

Filippo Zolezzi