Storia Cultura Etnografia

Monte Bano, molte storie

Guida ai villaggi abbandonati alle spalle di Genova

Collana:

Autore: Marco Fezzardi

ISBN 88-901505-9-9

Euro 15,00

Formato: 17 x 24 cm cm

Pagine: 284

Editore: La Lontra Edizioni

 

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Monte Bano, molte storie

Guida ai villaggi abbandonati alle spalle di Genova

Marco Fezzardi

La Lontra Edizioni

 

la copertina
Recensire libri di montagna e di cultura alpina é una fatica appassionante e bella, la sezione Storia cultura etnografia é forse quella che piú ci fa riflettere, perché spesso ha per argomento soggetti del passato, smarriti, o in via di sparizione...

Monte Bano, molte storie non fa eccezione a questa regola e si presenta come libro molto interessante, per molti aspetti anche in grado di commuovere il lettore, coinvolgendolo in qualche cosa di irrimediabilmente sparito.

Monte Bano é una verde montagnola nell'immediato entroterra di Genova, un piccolo mondo fatto di persone e di luoghi che oggi non esistono piú, almeno le persone e i luoghi sono in via di disfacimento, una zona tipicamente ligure: erta e difficile da raggiungere, quasi un 'enclave, chiusa in se stessa. vicinissima alla grande cittá come distanza fisica, ma lontanissima come mentalitá e stile di vita.

Il lettore non si aspetti di trovare su questo libro l'esaltazione della rude vita del montanaro e della bellezza affascinante della povertá felice: la gente viveva male e con grande disagio e nemmeno i racconti dei vecchi riescono a sublimare quanto di gramo centellinava quotidianamente ai suoi abitanti.



Brugosecco oggi
L'autore stesso, Marco Fezzardi, ci descrive il motivo che lo ha spinto a scrivere questo libro: "Amo raccontare e ascoltare racconti, raccontare la simpatia per i perdenti, per un mondo perduto; ne sono affascinato, pur non essendo di lassú per due ragioni: perché un mondo che non esiste piú e perché é un mondo iniziato e perpetuato per tre secoli e scomparso in soli cinque anni, una sorta di Atlantide sui monti..."

Sono le storie e le descrizioni di una dozzina di piccole frazioni del comune di Montoggio, alle sorgenti del fiume Scrivia, in una ricostruzione immaginaria, partendo dall' ascolto dei racconti di un anziano contadino del luogo, in una stalla nella periferia di Genova (incredibile a dirsi, ma ne esistono ancora...) e poi lo studio sul campo, la ricerca di testimonianze mute sui muri e nelle case, nelle opere abbandonate.

Interno di una casa, con scala
L'autore ha studiato con cura la zona di Monte Bano e ha scoperto come, a causa della mancanza di strade carrozzabili abbia fatto rimanere questi paesi ad una vita da fine '800 ancora all'inizio degli anni 1960, con un enorme differenza di vita col fondovalle.

Descrivere per non perdere la memoria di questi luoghi, dove era difficile vivere e delle persone che con coraggio lo facevano, conservare, attraverso i pochi sopravvissuti, un patrimonio che non si deve lasciar disperdere, con tanto paziente lavoro, vincendo la timidezza e la ritrosia degli anziani a raccontare la propria povertà

Come dicevamo in apertura, l'autore ha voluto evitare la retorica e il sentimentalismo: Monte Bano vedeva i suoi abitanti vivere in un mondo di stenti e di sacrifici, causa della rapidissima decadenza, un mondo oggi improponibile, ma comunque un valore della memoria storica

L' opera é suddivisa in tre parti: la prima dedicata allo "scenario", alla parte generale dell 'ambiente; la seconda dedicata alla "giornata tipo", alla quotidianità della vita sui monti, con tutte le attività di lavoro, l' agricoltura e le tradizioni; la terza parte é dedicata alla memoria e allagando, con la descrizione di un micro-mondo che non esiste piú,

Filippo Zolezzi