Narrativa

La leggenda dei monti naviganti

Collana: I Narratori

Autore: Paolo Rumiz

ISBN 88-07-01720-9

Euro 18,00

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 384

Editore: Feltrinelli

 

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La leggenda dei monti naviganti

imperdibile
di luglio 2007

Paolo Rumiz

Feltrinelli

 

la copertina

Abbiamo presentato Paolo Rumiz nel suo viaggio dal Brenta alla Turchia La strada per Istanbul insieme ad Tullio Altan e a Emilio Rigatti, la cronaca di una lunghissima pedalata, una vicenda interessante e ben narrata, ma noi preferiamo i monti...

Quest'opera mi è stata consigliata appassionatamente da un amico del quale nutro molta stima e allora è scattata la curiosità, vi confesso però non con grande entusiasmo; ma complice la casa editrice Feltrinelli e il suo efficientissimo Ufficio Stampa, in alcuni giorni il libro era tra le mie mani, un bel malloppetto come dimensioni bisogna dire.

A onta di ogni pregiudizio possibile è stato sufficiente leggere i frontespizi e alcune pagine a caso per capire immediatamente che questo è un libro straordinario, da non perdere assolutamente e questa impressione si consolida pagina dopo pagina, vicenda dopo vicenda.

Rumiz è un giornalista di Repubblica col pallino di attraversare Italia, Europa e continenti con ogni mezzo di locomozione possibile, specie se poco veloce, dalla bicicletta al jet, ma si sa che chi cammina lentamente vede e vive i luoghi che attraversa, chi si muove velocemente, invece, ben poco apprende di dove passa.

Il libro in realtà è formato da due opere, ciascuna dedicata a una delle catene montuose sulle quali è abbarbicata l'Italia: Alpi e Appennino, resoconti di due servizi per il giornale per il quale l'autore lavora, camminare lungo lo scheletro di un'immensa balena, sono le parole dell'Autore...

Spluga. "Le strade raccontano di carovane ricche di vino, armi, salnitro, formaggio, tessuti e oro,
Le Alpi nel 2003 e l'Appennino nel 2006 hanno visto l'autore percorrere oltre 8000 chilometri di strade, mulattiere, viottoli e sentieri, troppi penserà più di un lettore, no non troppi perchè Rumiz ha proceduto, come mi ha insegnato Davide Sapienza ai tempi magici de I diari di Rubha Hunish come gli animali che non vanno mai diritti, per la linea apparentemente più breve, ma a zig zag, da un lato all'altro, perlustrando e apprendendo tutto il territorio circostante.

L'autore ha percorso valli, valicato passi, ma soprattutto incontrato persone, con un incedere improntato alla lentezza, con incontri straordinari come quelli nelle Alpi con Mario Rigoni Stern, con Mauro Corona e col suo dono di un coltellino che ci accompagnerà in tutto il libro, con Walter Bonatti e nell'Appenninno personaggi come Vinicio Capossela, Francesco Guccini e poi tanti altri anonimi di varia ma grande umanità.

Poi ci sono i Virgilio danteschi, compagni di porzioni di viaggio come Albano Marcarini, profeta e bardo del lento camminare e altri che riescono a far scoprire perle anche dove mai si immaginerebbe esistano, un cammeo letterario è l'escursione con il chiaccherato Haider in Carinzia

La parte dedicata alle Alpi parte dal Quarnaro, attraversa il nord della Croazia, l'Austria, l'Italia, la Svizzera, la Baviera, la Francia, arriva a Nizza nel Mar Ligure, da dove poi ripartirà nel successivo viaggio.

Dalla Riviera di Ponente l'autore percorre a zig zag tutto l'Appennino sino all'Aspromonte, lo fa a bordo di una simpatica e ansimante Topolino del 1953, conoscendo valli e paesi quasi inimmaginabili, scoprendo popoli antichi e fieri personaggi e riuscendo a presentare un'Italia ben lontana dai neon degli ipermercati e dei serpentoni delle autostrade.

La mitica Topolino al termine della traversata dell'Appenino
Rumiz riesce a coinvolgere ed appassionare il lettore e spesso a svelare gli inganni del potere a danno della montagna e dei suoi abitanti, anche se non tutte le sue conclusioni mi hanno trovato consenziente, ma ciò fa parte della libertà del pensiero umano, certo è che resta un'analisi onesta, seria e purtroppo spietata e triste di come la res pubblica venga affrontata dai nostri politici.

Penso che questo libro sia un'occasione per conoscere aspetti nascosti e veri del nostro paese, da non perdere assolutamente!

P.S. per orgoglio di Genovese debbo far rilevare a Paolo Rumiz una veniale inesattezza all'inizio del libro: Trieste è l'unico posto d'Italia da dove puoi vedere le Alpi oltremare, vieni a Genova in un bel giorno di tramontana e dal lungomare o dalla Lanterna guarderemo insieme al di là del Mar Ligure lo spettacolo dell'intero arco delle Alpi Marittime con bianchi cappucci di neve e magari dal Righi, oltre ad esse, forse potremo anche vedere i monti della Corsica e quella assicuro che a Trieste non si vede... ;-)

Filippo Zolezzi