Arrampicata

Arrampicare alla Dülfer

Vita e imprese del precursore del sesto grado

Collana:

Autore: Dante Colli

ISBN

Euro

Formato: 24x23 cm

Pagine: 198

Editore: Nuovi Sentieri

 



 

Arrampicare alla Dülfer

Vita e imprese del precursore del sesto grado

Dante Colli

Nuovi Sentieri

 

La copertina, Guglia De Amicis
Anche se ne sentiamo il desiderio, non possiamo a ogni recensione di un libro della Nuovi Sentieri Editrice annoiare il lettore con lodi sperticate al suo deus ex-machina Bepi Pellegrinon, certo é che ogni pubblicazione presenta caratteristiche di grande interesse e un enorme valore storico e filologico per la storia dell'alpinismo...

Questa volta é il turno di uno dei nomi piú famosi e maggiormente innovativi dell'alpinismo: Hans Dülfer, l'inventore della discesa in corda doppia, della progressione in opposizione, dell'utilizzo del chiodo a pressione, un innovatore che ha tracciato con le sue scoperte un nuovo cammino per l'alpinismo.

Dülfer, Piaz, Winkler, Preuss sono alcuni tra i nomi maggiormente ricordati tra gli alpinisti che hanno solcato la via della scalata su roccia all'inizio del '900, aprendo spiragli e metodi di salita che hanno aperto l'orizzonte del modo di salire le pareti.

Hans Dülfer

Dülfer morí il 15 Giugno 1915 a soli 23 anni, ma non cadde in montagna come l'amico e avversario di stile, Preuss, ma in combattimento durante la prima guerra mondiale e la sua scomparsa ha interrotto una serie straordinaria di invenzioni di tecniche che sembrava senza fine.

Fleischbank, Hoher Winkel, Catinaccio, Torre Delago, Larsec, Lavaredo, Pale di San Lucano, Odle, ma soprattutto parete Est del Totenkirchl, sono alcune delle montagne sulle quali questo straordinario alpinista ha tracciato nuove e apparentemente impossibili vie.

Il libro é opera di Dante Colli, uno dei maggiori conoscitori della storia delle Dolomiti e della loro conquista, oltre che ottimo alpinista, avendone scalato oltre mille vie, ha pubblicato giá una storia di Georg Winkler e numerose pubblicazioni sui Monti Pallidi.

© Filippo Zolezzi