Narrativa

Non si torna indietro

La storia di Ernesto Lomasti

Collana: Licheni

Autore: Luca Beltrame

ISBN 88-7480-117-6

Euro 19,00

Formato: 12 x 20 cm

Pagine: 320

Editore: Vivalda Editori

 



 

Non si torna indietro

La storia di Ernesto Lomasti

Luca Beltrame

Vivalda Editori

 

la copertina

Lomasti... un nome che alla maggior parte degli appassionati d montagna dice ben poco, per chi conosce bene la Valle d'Aosta è il nome di una singolare palestra di arrampicata: il Pilastro Lomasti, appunto, un roccione che prende il nome del suo primo salitore e che purtroppo resta noto anche per avergli procurato la morte pochi mesi dopo la prima salita...

Lomasti è invece molto noto nel nord-est, in Friuli in modo particolare, un giovanissimo alpinista che è stato in grado di rivoluzionare il modo di scalare negli anni '70, ancora con gli scarponi rigidi e la tecnica tradizionale, spesso in solitaria, con pochissime sicurezze e a volte senza del tutto, con una volontà ferrea e con lo spirito del Non si torna indietro sua famosa frase , che da origine al titolo del libro.

Ernesto appena quattordicenne ottiene il premio di salire il Margart con un esperto alpinista e lassù nasce in lui la passione per la montagna, è un ragazzo paffuto e poco resistente e la salita lo ha spossato, ma nell'inverno si allena senza pietà per se stesso e dopo pochi mesi appare trasformato, forte e resistente; inizia a salire con gli amici più esperti di lui, ma ben presto li supera e nessuno riesce a stargli dietro.

Con il caratteristico casco che pende da una parte, Lomasti negli anni delle scuole superiori si rivela uno scalatore eccezionale, i giornali locali iniziano a parlare di lui, che timido e schivo a volte spiccica ben poche parole anche con i familiari stessi.

Prime ripetizioni, nuove salite, solitarie, niente sembra poterlo fermare, la scala classica delle difficoltà appare traballare sotto i colpi di alpinisti come lui.

Il giovanissimo Ernesto sugli sci
La sua vita e la sua fine sembrano richiamare un altro grande dell'arrampicata: Paul Preuss: una tecnica grandiosa accompagnata a un'etica rigorosa sul come condurre le scalate e persino il destino di scomparire in giovanissima età.

L'unico limite che appare nella sua carriera è quello di non essere uscito dai confini delle sue dolomiti friulane, che non è approdato alle grandi Alpi del nord-ovest ma possiamo ben dire che questa mancanza è dovuta solo alla sua purtroppo brevissima vita, non ne ha avuto il tempo...

Lomasti, come tanti figli della montagna, viene chiamato al servizio militare e dove se non negli Alpini? Viene destinato alla SMALP di Aosta, tante notizie su di essa potete trovarlo sul sito improntadeglialpini.it, trascorre momenti indimenticabili,d i disciplina e di emozioni alpinistiche; conn i compagni scopre la palestra della Corma di Machaby e in particolare, nei pressi di Arnad, un singolare roccione mai salito, che lui aprirà e al quale verrà dato il nome di Pilastro Lomasti.

Come Paul Preuss scomparso in circostanze misteriose e come Emilio Comici caduto in una banale palestra al crepuscolo, anche il grande Emilio Lomasti viene trovato esanime a piedi del Pilatro al quale era stato assegnato il suo nome.

Lomasti deve essere conosciuto, perchè è stato un innovatore della tecnica di arrampicata, perchè era fortissimo e poi anche perchè era un giovane straordinario che ha lasciato una se pur breve ma intensa traccia nella storia dell'alpinismo.

© Filippo Zolezzi