Arrampicata

La nuova guida del Catinaccio

Collana: Sport-natura

Autore: Antonio Bernard

ISBN 88-27-2196-52

Euro 29,50

Formato: 15 x 21 cm

Pagine: 372

Editore: Edizioni Mediterranee

 



 

La nuova guida del Catinaccio

imperdibile
di giugno 2008

Antonio Bernard

Edizioni Mediterranee

 

la copertina

Il Catinaccio, der Rosenngarten il giardino delle rose nome migliore in tedesco che in italiano, č al centro delle Dolomiti e sicuramente uno dei punti migliori per osservare quel magico fenomeno del'enrosadira, č uno dei gruppi pių frequentati delle Dolomiti, ma, nello stesso tempo, č anche uno di quelli meno conosciuti.

Sulle sue celebri torri, lungo le sue solari pareti, fra le sue frastagliate guglie, presso le sue gole nascoste si sviluppano alcuni dei pių famosi e ripetuti itinerari delle Alpi, ma si annidano anche percorsi sconosciuti ai pių, in ambienti quasi abbandonati.

Questa guida, compilata da uno dei migliori conoscitori del gruppo, Antonio Bernard si propone di descrivere accuratamente gli uni e gli altri. Č un’opera per tutti i gusti e per tutti i livelli: adatta sia agli arrampicatori estremi che cercano la sfida del 9° grado, cosė come agli alpinisti principianti. Non mancano neppure indicazioni utili agli escursionisti, specialmente a quelli che amano esplorare la montagna “fuori sentiero”.

Gruppo del Catinaccio (Vačl)conn le Torri di Vajolet e la Croda di Re Laurino, Coronelle e Mugoni, Roda di Vačl, Valbona, Principe, Molignon e Antermoia, Larsčch, sono i sottogruppi descritti in questa interessante e ben compilata guida.

Le vie descritet sono circa 600, delel quali oltre 220 sono descritte con foto e t4racciati e schizzi veramente precisi: vengono disegnate non solo el vie, ma anche i tiri di corda, le particolaritā e in molti casi, persino i chiodi fissi e gli spit a disposizione in parete.

Questa nuova edizione della guida sul Catinaccio viene a colmare, con relazioni recenti, una lacuna inaccettabile, su uno dei gruppi pių amati e visitati delle Alpi, sul quale molti dei pionieri delle Alpi hanno lasciato tracce indelebili.

 

Š Filippo Zolezzi