Narrativa

Le voci del bosco

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Autore: Mauro Corona

ISBN 88-04-57870-3

Euro 12,00

Formato: 13 x 20 cm

Pagine: 120

Editore: Mondadori

 

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Le voci del bosco

Mauro Corona

Mondadori

 

la copertina

Le voci del bosco che qui vi presentiamo non è un inedito, ma viene ristampato da Mondadori a 10 anni dalla prima pubblicazione ed è molto interessante questo avvenimento...

Si tratta della seconda opera del "fenomeno Corona", l'autore in questi ultimi anni che maggiormente ha appassionato gli italiani ai racconti di montagna, forse a volte anche troppo prigioniero del proprio modello di immagine, col rischio di divenire uno stereotipo, ma sempre piacevole e bello da leggere.

Vi dicevamo che Le voci del bosco è apparso dopo il grande successo de Il volo della martora, con il quale Corona è esploso nella letteratura italiana e non solo di montagna, è un libro molto bello, quello che forse maggiormente permette di conoscere l'anima dell'autore ed è inspiegabilmente rimasto quasi sconosciuto tra il grande pubblico, ad eccezione dei suoi più affezionati lettori.

Ora Mondadori lo ripropone e siamo certi che la lacuna di conoscenza verrà definitivamente colmata e anche questo conoscerà un grande successo...

Cominciando dai ricordi più lontani, Mauro Corona ci prende per mano e accompagna anche noi in una passeggiata attraverso i suoi boschi.
Dalle pagine di questo piccolo libro e dai disegni dell'autore che le arricchiscono, impareremo che ogni albero, come ogni uomo, ha una struttura fisica, un carattere, una spiccata inclinazione.

Accadrà che ci riconosceremo nell'elegante betulla, nel generoso cirmolo o nella tenacia dolente dell'ulivo nodoso. E ci capiterà anche di scoprire che ogni legno dà il meglio di sé solo in alcune circostanze: l'acero, per esempio, che può essere tagliato solo in una certa direzione "perché è un legno bello e elegante ma di facciata.

Come tutte le cose appariscenti è intimamente delicato e con un colpo di manédra, neanche tanto violento, lo puoi spezzare in due"; oppure il maggiociondolo, utilizzato da secoli per le spine delle botti e i pali delle vigne perché "a differenza degli uomini l'alcol non riesce a distruggerlo".

Se, silenziosamente attratti dalla profonda umanità della natura, lasciamo le nostre città, facciamo silenzio, e sotto la guida di Mauro Corona ci addentriamo nel bosco, queste e molte altre saranno le sorprese che ci attendono.

Filippo Zolezzi