RIVISTE E ANNUARI

L'ALPE

Bambini di montagna

Rivista semestrale numero 8

Direttore Responsabile: Enrico Camanni

Euro 10,10

Formato: 23 x 30cm

Pagine: 132

Editore: Priuli & Verlucca, Pavone Canavese, TO

 

 

L'ALPE

Bambini di montagna

Direttore Responsabile Enrico Camanni

Priuli & Verlucca, Editori

l'alpe
La copertina

Dal Novembre 1999 si pu¸ trovare nelle edicole e nelle librerie specializzate L'ALPE, la rivista dedicata alla Cultura Alpina, frutto della collaborazione tra Priuli & Verlucca Editori e Glénat di Grenoble, la prima pubblicazione internazionale dedicata alla montagna, alla sua gente, cultura, tradizione, passato e divenire.

Direttore de L'ALPE é Enrico Camanni, direttore fino al 1998 della rivista ALP, é uno dei principali punti di riferimento per gli appassionati di montagna italiani e notissimo autore di testi dedicati all'ambiente alpino.

Il Comitato Scientifico italiano – coordinato dal dr. Daniele Jalla, storico e dirigente dei Musei civici di Torino e collaborerà a tutto campo con la redazione francese diretta dal dr. Jean Guibal, direttore del Musée Dauphinois, due firme che garantiscono la competenza e la scientificità dell'iniziativa.

Come tutte le pubblicazioni di Priuli e Verlucca, anche L'ALPE si presenta sotto una veste ricca e molto curata, di grande formato cm.23x30, avrà una cadenza semestrale, comparendo a Novembre e Giugno, essa e tratta di temi specifici sotto la forma monografica, ogni numero costituisce un quaderno tematico e la raccolta della rivista forma una vera e propria biblioteca di cultura alpina.
marmotta

I fratelli Giovanna e Andrea Giavelli
con la loro marmotta ammaestrata

Questo numero 8 conclude il quarto anno di pubblicazioni di questa splendida rivista, anche se parlare semplicemente di rivista é abbastanza riduttivo..., ed é dedicato ai Bambini di montagna.

La vita in montagna era molto dura per tutti i suoi abitanti, bambini compresi: lavoro molto precoce, nutrizione spesso carente, condizioni di vita disagevoli, analfabetismo diffuso a causa della difficoltá a raggiungere la scuola o per la necessitá di lavorare alla fattoria...

Oggi, per fortuna, sono solo pregiudizi del passato, anche se non é vero che i bambini di montagna fossero piú ignoranti di quelli di pianura, spesso l'insegnamento loro non aveva nulla da invidiare e la montagna ha sempre esportato istruzione e conoscenze.

I giochi, anche se spesso al pascolo e con le bestie, erano ben presenti e tradizionalmente era proprio da valli di montagna come la Val Gardena che giungevano i giocattoli in cittá...

Gli articoli di questo numero prendono in esame quale infanzia sulle Alpi, dove il lavoro minorile diminuisce e aumenta il caricco della concentrazione turistica; la missione del fotografo svizzero Emil Brunner che ha raccolto oltre 1700 ritratti di bambini, nel corso della II guerra Mondiale; la valle dei giocattoli, la Val Gardena e le tradizoni ancora vive di questa fabbricazione; adlti si nasceva e il lavoro minorile in Val di Fassa; la piaga dei bimbi "affittati" agli spazzacamino e mandati a lavorare nelle cittá, in modo brutto e rischiosissimo; la virtuosa educazione alpina, cl'idea dell'alpe educatrice che nasce da una sintesi tra i valori dell'Italia risorgimentale, laica e liberale e lo sguardo filantropico del socialismo umanitario.
bimbi al pascolo
Bambini pastori in Val d'Aosta, prima metá del 900 si notino gli scarponi con i chiodi...

Si vede poi lo sviluppo dell'alpinismo come divertimento in rapporto all'infanzia e infine Heidi, il mito universale dela montagna, un personaggio che in 120 anni ha diffuso il mito e gli stereotipi della gelosa e autarchica civiltá alpina elvetiva.

L'Editore ci stupisce infine regalandoci un cimelio d'epoca: il gioco dell'oca della montagna invernale, un coronamento ideale di una monografia dedicata ai bambini di montagna e in montagna.

 

 

 

 

© Filippo Zolezzi